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lunedì 16 febbraio 2015

la vita e i compiti a casa


come alcuni di voi sanno già, quest'anno anche noi siamo entrati nel famigerato mondo della scuola pubblica. la materna è trascorsa in un piccolo asilo accogliente e pieno di persone appassionate, le elementari invece ci sono sembrate il momento giusto per "uscire dal guscio", consapevoli che il confronto con il sistema pubblico avrebbe potuto essere difficile, per le carenze e le incoerenze che da sempre si porta dietro. io stessa ho frequentato solo scuole pubbliche.
per fortuna, la maestra che ci è capitata è davvero una persona speciale: dopo le difficoltà dell'inizio, matteo non solo si è rasserenato (trasformandola da orco in fata!) ma è anche molto motivato verso quello che sta imparando. lei ha saputo capirlo e interessarlo, e parlandole mi sono accorta che, nonostante l'età, è una persona aperta e davvero appassionata al suo mestiere. e questa è già una grandissima fortuna. 
quello che mi lascia perplessa sono I COMPITI. come la stragrande maggioranza degli insegnanti, anche quella di matteo ritiene che il lavoro a casa sia fondamentale. non solo, ma nel caso specifico spesso la mole è tale da non riuscire a finire prima di una o due ore, condizionando le attività pomeridiane. 
come succede a tutti, quando si diventa genitori e si cominciano a vivere insieme ai figli tutte quelle esperienze che si sono vissute da bambini, riaffiorano molti ricordi: io comincio a ricordarmi del peso dei compiti a casa. ricordo quante cose non potevano essere fatte a causa dei compiti, o dovevano essere rimandate. i pomeriggi erano fatti per i compiti con qualcosa di intermezzo! forse il mio ricordo risale soprattutto alle scuole medie, ma il concetto non cambia perchè tutto è commisurato alle capacità dell'età.  
non credo che sia giusto vivere i pomeriggi sotto lo scacco dei compiti, credo che si debba studiare in classe e magari, come si fa in Inghilterra per esempio, avere qualche compito per casa dilatato in un paio di settimane: una ricerca per esempio, o un tema in cui esprimere proprie opinioni, un'approfondimento interessante che può diventare anche divertente, insomma. altrimenti, per quanto animati da buona volontà, i bambini non potranno che detestare lo studio, o viceversa ci si rintaneranno nell'adolescenza, oppure saranno frettolosi, superficiali, eseguiranno magari senza capire il bel senso che c'è nell'imparare cose nuove, e difficilmente ci metteranno loro stessi. 
questo è insomma il primo scoglio che mi trovo ad affrontare rispetto al nostro sistema scolastico. io vorrei che mio figlio studiasse con interesse le ore che gli competono in classe, e che poi fossimo liberi di fare tante altre cose, dallo sport al vedere gli amici, andare a cinema e tutto quello che di bello si può trovare, che pure li arricchisce anche se in maniera diversa. vorrei che la scuola alimentasse la sua curiosità con un metodo che tenga conto di tutte le sue necessità di bambino, anziché opprimerla in obblighi fuori portata, che lo aiutasse ad essere autonomo davanti alle sue responsabilità anziché insicuro. entusiasta e non preso per forza. 
non è questo ancora il nostro caso, dato che ha iniziato appena 6 mesi fa, ma il modo in cui vedo andare le cose, quello che mi raccontano, mi fa pensare. 
sto leggendo spesso i post di un gruppo facebook riguardo all'argomento e ho trovato esperienze di mamme con figli più grandi dei miei la cui vita è estremamente condizionata dai compiti. sono venuta a conoscenza di leggi e decreti che cercherebbero di disciplinare l'argomento ma non si capisce se siano più esortazioni o imposizioni disattese dagli istituti. ho letto persino che esistono dei corsi per insegnare ai genitori ad aiutare i figli a fare i compiti! 
credo che il nostro sistema stia collassando e si cerchi di aggiustarlo senza modificare la visione di fondo. molti mi dicono che studiare a casa almeno un paio d'ore aiuterà mio figlio in seguito, alle medie, dove il carico aumenta ancora...infatti! è proprio tutto ad essere sbagliato, anche il dopo! 
io non sono per l'abolizione totale dei compiti a casa, anzi non nego che poterlo osservare mentre studia, sapere cosa e come lo fa, se ha difficoltà o curiosità... mi piace molto. mi piace osservare come questa mole di capacità che sta acquisendo lo muova (scrive, legge e fa di conto!). mi piace poter condividere anche questo pezzo con lui. a volte dal niente mi domanda: "mamma, ma 24+24 fa 48?" e magari stiamo leggendo una pagina di italiano! mi piace vedere come cambia la sua grafia nel tempo, mi piace non correggerlo quando scrive lettere affastellate una sull'altra perchè la maestra mi ha detto che questo verrà col tempo.
 lui adesso è entusiasta, sarebbe un vero peccato demotivarlo.

giovedì 29 gennaio 2015

alle prese con i buoni e i cattivi

non ho mai usato il termine "cattivo" con i miei figli, non li ho mai ripresi apostrofandoli così e loro sono talmente certi di non esserlo, neanche se fanno una marachella, che quando una nonna (vecchie generazioni!) li definisce così per un capriccio o simili, loro sono sicuri e pronti a ribattere che "nessun bambino è cattivo!". non li ho mai neanche lodati dicendogli che sono "buoni" o "bravi", in realtà perchè cerco di non etichettarli mai, e per condividere un momento di entusiasmo preferisco un "sei meraviglioso!" con un grande abbraccio, che ha anche un accento iperbolico un pò ironico che spero tolga un pò di attenzione dal motivo della lode e faccia scorrere semplicemente l'amore incondizionato che provo.
è evidente però che, in questo periodo, il pensiero di pietro  sia incentrato proprio su questo. sui buoni e sui cattivi. nei giochi con i suoi amati dinosauri, gli erbivori sono i buoni per antonomasia mentre i carnivori famelici sono i cattivi, poi partendo da questo presupposto cerca di mischiare le carte e sperimentare: gli erbivori diventano onnivori pericolosi più dei carnivori stessi, lui interpreta quasi sempre gli erbivori che da pacifici brucatori di insalata si trasformano in temibili avversarsi per i carnivori, che soccombono. 
nei giochi con matteo si diverte a fare il cattivo ma si arrabbia se matteo glielo propone e oggi, mentre a casa parlavamo di una rapina avvenuta in una banca vicino casa, lui mi fa "mamma, ma allora in questo mondo esistono davvero i cattivi?". io, a malincuore, gli rispondono di si. e lui, con aria sconcertata forse in attesa di una mia correzione, dice: "però io lo so che i fantasmi non esistono, anche se dico che ho paura di loro".
un bel dilemma i buoni e i cattivi, la relatività è una cosa difficile da imparare, e anche da insegnare.

martedì 2 dicembre 2014

prima elementare: anche gli orchi possono diventare fate!

come avevo supposto nell'ultimo post (oramai di 2 mesi fa!), il tempo ha fatto chiarezza sulla situazione di matteo e sul suo diciamo controverso approccio con la prima elementare. il tempo, si, oltre a chiacchierate con la maestra-orco, con le mamme, antenne paraboliche pronte ad intercettare qualunque segnale muto espresso da mio figlio, tante domande e anche un incontro con la sua vecchia maestra dell'asilo, che mi ha dato sempre ottimi consigli in questi anni. 
e da questa storia ho imparato moltissime cose. lo dico adesso che matteo è più sereno, si sente più sicuro nell'affrontare i compiti e ha ripreso a voler incontrare gli altri bambini, cosa anche questa che mi aveva agitato parecchio. 
ho capito che i bambini sentono fortemente le nostre incertezze, come segugi, perchè non appena mi sono rasserenata io sulla maestra, anche lui ha cominciato ad essere meno reattivo: il fatto è che a me non sembrava di trasmettergli incertezza, a parole ero super serena, eppure quando me ne sono resa conto è iniziato a cambiare tutto.
ho capito che per un bambino le cose possono trasformarsi anche molto velocemente da orribili a belle, da orchi a fate, quando matteo pochi giorni fa mi ha detto: "sai mamma, non mi piace quando la maestra non viene a scuola, con lei è tutto più bello!". non ho iniziato a saltellare per casa perchè poteva sembrare che avessi dei dubbi, ma ne sono stata felicissima!
ho capito che dall'interno le cose sembrano davvero più complesse che viste da fuori, e che un consiglio semplice può essere spesso risolutivo, come quello che mi ha dato la maestra dell'asilo: "matteo è stressato, non stressarlo oltremodo". e aveva ragione. io, con la mia ansia di dargli da subito un ritmo pensando che lo aiutasse, invogliandolo con frasi tipo "così dopo andiamo a fare una passeggiata" o "così dopo vediamo un amico", lo soffocavo. è bastato non imporgli i compiti subito dopo pranzo ma lasciarglieli fare a fine pomeriggio (anche se questo impediva qualsiasi programmazione di altro) che ha iniziato a sedersi al tavolo con più grinta ed entusiasmo.
cosa fondamentale, ho capito che questa maestra mi piace. è senz'altro una persona forte, determinata, dura in questo senso. ma anche capace di empatia, ancora appassionata del suo lavoro, desiderosa di comunicare con la singolarità di ogni bambino. mi ha dato una lettura di matteo che mi ha convinto e si è comportata di conseguenza, iniziando a gratificarlo molto sia per il suo lavoro in classe che a casa.
e poi mi è stato chiaro, ancora una volta come tante in questi anni, che fare il genitore è una cosa davvero difficile. perchè è difficile avere una presenza mentale costante, non far prevalere l'impulso, ricordarti che di fronte a te c'è un essere che per quanto sappia parlare oramai benissimo e sembra che ragioni con altrettanta lucidità, non è altro che un cucciolo d'uomo che combatte per la propria autosufficienza ma che è ancora in balia di emozioni e paure che spesso non sa neanche formalizzare. è difficile perchè con i bambini devi imparare a parlare agendo e non con le parole, a quella parte di loro che non parla.
e mò vediamo come continua!

lunedì 29 settembre 2014

prima elementare: che mamma sono?

venerdi mattina matteo, che da due settimane ha iniziato la prima elementare, correva per casa piangendo e gridando che lui non voleva andare a scuola. 
in verità quella mattina mi aspettavo qualche capriccio, perchè la notte si era svegliato e aveva dormito male e così ho affrontato la cosa come un normale capriccio da stanchezza, un pò appesantito dal fatto che comunque l'inizio di questa benedetta prima non è proprio liscio come l'olio! ma l'epilogo non è stato quello prevedibile: alla fine ho dovuto lasciare che non andasse a scuola, perchè per portarlo avrei soltanto dovuto trascinarlo con la forza.
non mi era mai successo di avere a che fare così con matteo: è un bambino che alla fine si lascia sempre convincere, perchè si fida e ti segue anche se proprio quella cosa non gli va giù. ma venerdi no: sembrava impazzito, e mi si stringeva il cuore in verità anche mentre mi arrabbiavo con lui per cercare di impormi.

è vero che ogni momento di passaggio, ogni cambiamento, è destabilizzante. 
per i bambini, poi, è come un salto nel vuoto al quale si accingono solo armati della fiducia che gli abbiamo trasmesso. ma tutto ciò non mi aveva mai dato pensiero: ero fiduciosa del fatto che matteo avesse acquisito sufficiente autonomia e sicurezza per affrontare questa nuova prova. 
alla materna che frequentava ero tra le poche mamme che non si preoccupava del fatto che il programma di prescolastica (ovvero una prima presa di confidenza con lettere e numeri) non fosse alla base del progetto dell'ultimo anno, nè mi preoccupavo troppo che i nostri figli fossero abituati a scorrazzare liberi per ore (a parte i momenti di attività laboratoriali) mentre in prima elementare gli sarebbe stato richiesto di restare seduti e concentrati per molto tempo. avevo Fiducia: nella scuola materna dove stava, in lui, nelle insegnanti che lo avrebbero accolto in prima, in me. 
mi è sempre piaciuto avere fiducia, credere nelle risorse delle persone e nella loro buona volontà. non mi è mai piaciuto invece essere apprensiva, preoccuparmi prima che le cose accadano, avere come primo pensiero nella testa quello peggiore.
ma adesso che la prima elementare è iniziata e vedo matteo turbato, stanco, fragile, preoccupato di non saper svolgere i compiti, e soprattutto che mi racconta che ogni giorno in classe piange, anche per parecchio tempo, perchè la maestra grida e lui non riesce a concentrarsi, o perchè ha mal di pancia o perchè quando scrive la S gli viene da pensare a me e gli manco ... penso che c'è qualcosa che non va, che devo intervenire, aiutarlo in qualche modo. e adesso vivo un momento di grossa apprensione. 
si potrebbe desumere da quello che ho appena raccontato, che sia normale: che io voglia semplicemente aiutare mio figlio a stare meglio, e questo è senz'altro vero. ma mi scopro a nutrire un certo astio nei confronti di questa maestra, che pure passa per essere un'ottima insegnante, proprio come se io stessa fossi una bambina arrabbiata. 
mi chiedo come si possa credere che urlare e intimorire dei bambini possa dare frutti positivi, mi chiedo perchè caricarli tanto con il lavoro a casa (poche cose all'apparenza, ma per loro già solo scrivere due pagine di lettere è una grande fatica), loro che dovrebbero passare secondo me in modo graduale e morbido da un mondo di solo gioco ad uno di responsabilità. e come ritenere giusto non consentirgli, nell'arco delle cinque ore trascorse in classe, nemmeno un quarto d'ora per alzarsi durante la merenda? comincio a sentirmi una mamma apprensiva perchè sono incapace di leggere la realtà dei fatti con lucidità: io sento solo la parte di mio figlio e di qualche amico, ma quanto ci si può affidare alle parole di un 5enne? quanto il loro riportare fatti è condizionato da un, normale, turbamento iniziale? quanto di quello che sta vivendo è grave e ingiusto e quanto invece un passaggio in qualche modo obbligato?
ma così come ritengo ingiuste tutte queste cose, riterrei altrettanto ingiusto, sbagliato, prendere le parti di mio figlio come se fosse la vittima di un orco (o meglio di un'orchessa!), senza valutare a fondo e il più freddamente possibile la situazione. 

ho riletto da poco un brano delle "piccole virtù" di natalia ginzburg sull'educazione dei figli (dove tra l'altro c'erano anche delle considerazioni interessanti sul rapporto del bambino col denaro...ma di questo parleremo un'altra volta!). mi ritrovo in parecchi dei suoi pensieri, e soprattutto su uno: l'idea che mi ero fatta di come avrebbe dovuto essere il trio "matteo-me-i compiti", cioè che ruolo avrei dovuto svolgere con lui rispetto a questa sua nuova responsabilità. e l'ho sempre pensata un pò come lei, che sostiene che fin da subito il bambino dovrebbe interpretare il suo impegno con la scuola un campo solo suo, in cui noi genitori gli siamo di affiancamento. ho sempre pensato che i compiti avrebbe dovuto farli da solo e non con me seduta a fianco, e che mai lo avrei condotto a pensare, neanche nei momenti di difficoltà, che la maestra fosse stata ingiusta (pur magari pensandolo), perchè ritengo che la fiducia di un bambino nel proprio insegnante sia fondamentale affinché possa imparare e crescere serenamente. quella deve essere l'ultima spiaggia. ed ero pronta a tenermi anche qualche sgridata fuori luogo o a fare, di fronte a lui, buon viso a cattivo gioco, pur rodendomi dentro per "quell'imbecille che non l'ha capito". insomma, mi volevo fidare!
adesso mi ritrovo invece anche a consigliargli, quando è troppo stanco di stare seduto, di chiedere alla maestra di andare in bagno per potersi sgranchire un pò. e se lui mi risponde: "mamma, ma la maestra ha detto che non si va in bagno per andare a passeggio", io candidamente gli rispondo: "ma tu non vai a passeggio, tu vai in bagno e vedi se ti esce la pipì, se non esce pazienza!"

so che questo è un momento transitorio, che più passerà il tempo più questa situazione si chiarirà, in un verso o in un altro. quello che vorrei però, è non proteggerlo oltremodo, vorrei riuscire a calibrare il mio istinto di "primo soccorso" con una ragionevolezza e un distacco utili a lui per guardare con sicurezza la situazione. perchè penso che accarezzargli la testa e dirgli "povero bambino" non gli porterà bene ma lo renderà ancora più insicuro, sicuro solo del fatto di potersi nascondere tra le mie braccia e non affrontare la situazione.

mi ricordo che quando iniziò la materna visse un momento simile, di grande rifiuto, e la maestra di allora di confortò dicendomi che quello di matteo era in fondo un atteggiamento positivo perchè buttare tutto fuori subito e senza filtri o inibizioni lo avrebbe portato a superare la situazione nuova in maniera duratura, trovando davvero il suo modo per viverla.
io spero che oggi sia ancora così.

giovedì 19 giugno 2014

tentativi di farcela!

avevo scritto, un mese fa all'incirca, dell'idea di ricominciare a lavorare, dello studio con il mio compagno, dei progetti, di nuova linfa che alimentava la mia vita. da allora sono riuscita ad andare al nostro studio solo 7 giorni! perchè mica potevamo farci mancare le influenze primaverili o le febbri da insolazione? eh no! e così a turno si sono ammalati entrambi i nanetti. 
quello che mi ha consolato sono stati i regali, tanti, raccolti sul terrazzo e che loro hanno voluto offrirmi. 

questi bellissimi sono di pietro





la mia assenza da questo luogo dipende da tutto questo...spero in tempi migliori!

giovedì 12 giugno 2014

le impronte dei bambini / 22 - è una maniglia?


ma che strana questa porta senza maniglia! al suo posto c'è un buco, un forellino dove c'entra il mio dito: se tiro funziona e si apre...ma così mi pare che sia meglio, e l'orso salterino può fare dei gran bei tuffi da lassù! (pietro -3 anni)

martedì 3 giugno 2014

di pipì a letto e di maghi

fino ad un mese fa matteo faceva ancora la pipì a letto quasi ogni notte. ha 5 anni e da quando non ha più il pannolino notturno la musica è sempre stata questa... tante lavatrici e l'acquisto di qualche lenzuolo in più! 
abbiamo provato l'approccio "non diamogli importanza, è una fase", poi quello più responsabilizzante: "devi proprio cercare di non farla!", poi quello cooperativo: "beviamo meno la sera". ma niente aveva messo fine alla cosa, qualche breve successo ma nella sostanza il problema non si è mai risolto. il pediatra mi aveva detto che se per i 5 anni compiuti non avesse smesso avremmo dovuto ricorrere ad un rimedio farmacologico.... mhm....la cosa non mi piaceva.... ero consapevole che in teoria avere ancora questa "debolezza" avrebbe potuto inibirlo nei rapporti sociali, ma nella realtà vedevo che non mostrava alcuna forma di mortificazione, mi diceva semplicemente "mamma, ma io non me ne accorgo proprio", e anche andare a fare le notti a scuola con gli amici non era un problema per lui. quindi un mesetto fa abbiamo deciso di provare ad intervenire omeopaticamente: al massimo non avrebbe funzionato e d'altra parte la sua tranquillità sulla questione non ci spingeva verso rimedi più drastici. 
siamo andati dall'omeopata di un'amica perchè noi, pur curandoci anche con medicine omeopatiche, non abbiamo mai avuto un riferimento fisso. questo signore ci ha accolto nel suo studio e ha chiacchierato a lungo con matteo, come c'era da aspettarsi. ha rivolto a lui ogni genere di domanda, sia quelle più generiche, tipo dove viviamo, che lavoro fanno mamma e papà, sia quelle più personali: cosa ti piace, giochi con tuo fratello, vai a scuola con piacere, quale gioco preferisci, cosa sogni... è stato divertente sentire matteo rispondere ad un estraneo su tanti argomenti posti così esplicitamente. sembrava grande e sapeva un sacco di cose!
dopo le chiacchiere, lo ha fatto stendere sul un lettino per una visita almeno apparentemente più canonica. dopodiché, in silenzio, è tornato alla sua scrivania a scrivere consultando prontuari. 
mi ha consegnato un foglio a4 pieno zeppo di medicinali mai sentiti prima e mi ha detto solo "ci vediamo tra un paio di mesi". io, abituata ad una medicina diversa nonchè figlia di medico allopatico, sono rimasta interdetta: tutto qui? io seguo senza sapere la tua valutazione del caso?? e così glielo ho chiesto: "non mi dice niente? che pensa?"
lui mi risponde serafico: "quello che penso l'ho scritto lì".
un pò meno serafica gli rispondo: "si ma questa è la sua lingua, non la mia"
lui mi sorride ma in realtà è solo un imbonimento, aggiunge soltanto: "è un soggetto linfatico. dobbiamo pensare a farlo stare bene". 
avrei voluto dirgli molte cose, tipo che non so cosa sia un "soggetto linfatico" e che parlare così è come non parlare. avrei voluto dirgli che è proprio il mio desiderio di farlo stare bene risolvendogli un problema che mi spinge a voler capire e anche che se mi chiedi 120 euro penso di avere il diritto a qualche parola in più. 
invece lascio cadere così, soltanto perchè c'era matteo e non volevo fare storie davanti a lui con un medico di cui lui doveva avere fiducia. esco però evidentemente irritata. non mi era piaciuto l'atteggiamento da "mi metto sul cerasiello", come si dice qui, ossia questo approccio che richiede un'affidamento incondizionato senza nessuno scambio, come dire "io sono il medico e tu devi solo seguire i miei dettami, non capire", anche se in seguito mi è stato spiegato che alla prima visita gli omeopati fanno così. 
comunque avevo intenzione di seguire la sua cura, e così chiedo a matteo: "ti è piaciuto questo dottore?". lui mi fa: "a me sembrava di più un mago!". mi fa sorridere, ripenso al suol fare sibillino e imperscrutabile che può aver stupito anche matteo. dico "eh si, in effetti era un poco mago!"

non iniziamo subito la cura perchè ci dobbiamo far preparare i medicinali dalla farmacia e nel frattempo matteo aveva preso una botta cadendo, per la quale stavamo usando dell'arnica in granuli e sappiamo che le cure omeopatiche non vanno sovrapposte. quindi passano dei giorni, una decina, durante i quali, incredibilmente, matteo fa la pipì a letto solo una volta: un record! poi iniziamo (oggi sono 10 giorni) e di pipì più nessuna! dico a matteo: "amore hai visto, la visita da quel dottore funziona. forse avevi ragione che era un mago!". matteo mi risponde: "no mamma, forse il mago ero io e non lo sapevo!"

io adoro i bambini e il loro modo di vedere la realtà!

mercoledì 14 maggio 2014

l'oro e l'argento

a volte si corre più del solito, e non perchè gli impegni siano aumentati ma semplicemente perchè la testa è piena di pensieri, positivi come progetti o negativi come preoccupazioni, e si corre perchè non si riesce a dare uno spazio ordinato agli uni e agli altri, il giusto posto affinchè la positività dei primi riesca anche a contaminare la difficoltà dei secondi.
in questo momento sono abbastanza piena di tutti e due: la decisione di ricominciare a fare l'architetto nello studio con il mio compagno che è ingegnere e con il quale abbiamo deciso di condividere i lavori, anche se la parte di architettura deve ancora riprendere il lancio dato che sono stata ferma un bel pò. parallelamente, un altro sogno che piano piano si è trasformato in idea, e spero che presto si trasformerà anche in realtà...ci sto lavorando. poi le annose preoccupazioni economiche, che impediscono di programmare e vivere in libertà, e quando si hanno dei figli quello a cui prima avresti rinunciato quasi senza problemi ti sembra invece indispensabile, come le vacanze...
ma per fortuna che ci sono loro, che ogni giorno con piccole considerazioni e semplici pensieri sono capaci di riportare tutto in equilibrio, facendoti capire che la vita è qui e ora ed il suo valore non va cercato lontano.

conversazione e coccole con matteo. 
gli dico: "tu sei l'amore mio!"
lui: "e sono d'oro?"
resto perplessa un attimo, non capisco. poi gli rispondo: "si, sei d'oro!"
lui: "allora pietro è d'argento, è arrivato secondo!"

martedì 29 aprile 2014

disegni in mostra / un modo per conservare i disegni dei bambini guardandoli

non so i vostri, ma i miei figli producono disegni su disegni. non dico che siano tutti meravigliosi, ma nel tempo ogni piccola opera acquista sempre più spessore, capacità di esprimere e un uso del colore che la rende unica: ognuna una tappa significativa della loro crescita. 
pietro tende ancora all'astratto, anche se inizia a padroneggiare forme più definite e si cimenta in tentativi di rappresentazione del reale: mi inteneriscono le sue grandi ambizioni - come il bambino che salta sul jumper e scavalca un'asta -  disegnate con pochissimi tratti anche se precisi. matteo invece ha iniziato a disegnare quello che vede, al principio i suoi giochi (treni, uomini ragno, serpenti, macchine, aerei, elicotteri), adesso anche qualche insetto che incontra sul terrazzo. una volta ha tenuto davanti a sè una vespa morta per una buona mezz'ora e l'ha ritratta!
mi piace l'urgenza che hanno di disegnare, di prendere pennarelli e fogli in qualunque momento e tracciare segni colorati. a volte mentre guardano la tv li vedi sparire e tornare col blocco e i colori e, un occhio al foglio un'altro allo schermo, vanno avanti anche per tutta la durata del cartone. altre volte mi chiedono di disegnare in macchina o al parco o a casa dei nonni o mentre mangiano il gelato, come se qualcosa li colpisse, non so se di quello che vedono o di qualcosa che provano in quel momento, e sentissero la necessità di fermarla.
mi piace la dedizione che hanno, la concentrazione, mentre realizzano il loro progetto. mi piace l'entusiasmo con cui me lo mostrano, mi piace ascoltare le loro spiegazioni e descrizioni, che mi rivelano come dietro quei segni incerti ma caparbi si nasconda un mondo di emozioni forti e di attenta osservazione. e mi piacciono i loro soggetti, i più disparati, che raccontano il mondo con il loro sguardo.


ecco perchè ho cercato un modo per non chiudere tutti quei disegni in scatole o cartelline. qualcuno si appende, qualcuno va sul frigo...ma non mi bastava: tutta questa produzione, tutta questa vita, vanno celebrate!
il problema è lo spazio: bastano dieci fogli A4 per riempire una parete di due metri per tre! allora ho pensato di ritagliarli riducendo così la superficie (anche perchè in un foglio magari il disegno è di pochi centimetri) e usarli come scenografie di piccoli fotogrammi, incorniciati dalle ante del loro anonimo armadio.


la lumaca e la vespa sono nate da un osservazione dal vero, il fiore rosso è un regalo per il mio compleanno, l'aereo grande è il primo disegno di aereo fatto da matteo che mi ha emozionato per l'accuratezza dei particolari e per i colori accesi, l'albero di pesco è nato dopo una giornata al parco, poi c'è la macchina "duplex", l'omino ancora "cefalopode", il palloncino stortignaccolo fatto con i primi acquerelli, l'uccello disegnato da un libro. 
sui cassetti in basso sta nascendo una "serie marina", per adesso i suoi unici personaggi sono un pesce rosso (il nostro) e un pesce lanterna, quello piccolo piccolo viola.


come si può non imparare dai bambini e da tutto questo?

lunedì 28 aprile 2014

le impronte dei bambini / 21 - il MIO posto (pietro)


marcare la proprietà in questo periodo è molto importante. 'mio', 'tuo', 'prestare', 'regalare', sono concetti a cui stiamo dando molta attenzione, ed il posto a tavola è un valore irrinunciabile. adesso anche la sedia lo è.

domenica 13 aprile 2014

le frasi...

le loro frasi, i loro ragionamenti, le loro domande, sono bellissime. spesso mi sento sospesa tra la coscienza e l'incoscienza, come se improvvisamente potessi sentire la loro incertezza, davanti alle loro questioni, che sono piccoli pezzi di un mondo sotterraneo che racchiude il loro essere bambini. e li vedi, lampanti e splendenti, dentro a quelle frasi, sprazzi di mondo non ancora vissuto. tutto il giorno ti vivono accanto imparando ad appartenere al mondo, fatto di milioni e milioni di cose che noi sappiamo e capiamo, e a volte ti dimentichi che sono dei bambini, o meglio cosa vuol dire esserlo.

stasera pietro, nel silenzio e nella penombra della stanza prima di addormentarsi:
"mamma, perchè la gente parla?"
"per capirsi".
"ah", risponde lui. presa d'atto.

dopo pochi minuti si è addormentato.

mercoledì 9 aprile 2014

SPIN ART ovvero l'arte in centrifuga

non sapevo cosa fosse la spin art finchè non ho letto il post di giada che illustrava fogli magnificamente colorati e un'asciuga insalata... immediatamente l'idea mi ha rapito: già immaginavo lo stupore e la curiosità di entrambi i miei pargoletti davanti agli effetti di un semplicissimo effetto fisico come la forza centrifuga unita al colore! 


e così qualche pomeriggio fa, non potendo andare al parco, gli ho detto che avremmo dipinto con uno strumento speciale (l'asciuga insalata appunto), che ho mantenuto segreto fino alla fine. 
prima di tutto ci siamo messi a creare tanti bicchierini con colori diversi, dato che i nostri sono solo dei colori primari: matteo si è buttato sull'arancione e sul viola, mentre pietro ha elaborato un "fango"...che però poi ha dato i suoi esiti positivi! li abbiamo diluiti con un pò d'acqua per farli "vorticare" meglio nel magico strumento, che quindi ho tirato fuori!

"mamma, ma questo serve per l'insalata!" mi ha detto matteo, tra il perplesso e il deluso.
"serve per girare fortissimo!" gli ho risposto io. 

mi ha dato credito: abbiamo posizionato il foglio ritagliato a forma circolare, versato su gocce (o pozze!) di colori vari 


e poi...


pietro dopo un pò ha smesso, ma matteo è andato avanti per tutto il pomeriggio: osservava il risultato e aggiungeva altri colori fino ad ottenere l'effetto che gli piaceva.

ecco le sue mani alla fine...proprio mani che hanno lavorato!


io mi sono divertita tantissimo pur non avendo prodotto niente (era già troppo contesa l'insalatiera!). li ho aiutati a creare i colori, a immaginare combinazioni e ad ascoltare i discorsi di matteo sulle posizioni migliori per inserire le nuove chiazze cromatiche. mi sono divertita a vedere le mani tingersi sempre di più e anche a lavorare per terra (come piace a loro), per evitare che l'impeto del girare rovesciasse tutti i bicchieri e bicchierini!



se volete saperlo, l'asciuga insalata alla fine era così:


ma dopo un passata di spugnetta e un giro in lavastoviglie è tornata come nuova!

sabato 5 aprile 2014

la faccia emozionabile

ve la ricordate quella di mr printable di cui ho parlato qualche post fa? avremmo potuto scaricarla e stamparla, ma ovviamente comporcela da noi ritagliando e colorando è stato più divertente. 



all'inizio avevo pensato che fosse adatta soprattutto a pietro, ma appena matteo ha visto che bisognava usare i ferma-campioni, oggetto inusuale nelle nostre attività, ha voluto farsene una per sè, e quasi tutto da solo ha realizzato una faccina che anche nell'espressione più impassibile mostra una tenerezza fantastica, col suo sguardo un pò sbilenco ed il naso storto.


e adesso...



buona domenica a tutti!

martedì 1 aprile 2014

sulla consapevolezza: ha 3 anni, devo preoccuparmi?


siamo sempre così efficienti, così attenti, così desiderosi di comunicare con i nostri figli nel giusto modo (qual'è poi?!), di parlargli sempre con verità e sincerità, per rispettarli nella loro dignità di mini-uomini e mini-donne, che forse a volte eccediamo. 
io ho ecceduto? questo è quello che mi sto domandando dopo aver avuto uno scambio con pietro, mio figlio di 3 anni, questa sera.

faccio una premessa utile alla comprensione della mia domanda. in quest'ultimo periodo pietro ha cominciato a fare capricci spesso a ora di cena. parte che si siede a tavola e quando gli arriva il piatto non vuole mangiare. che vuole e poi non vuole l'acqua. che scosta continuamente il piatto per ribadire la sua posizione mentre noi, senza aver fatto storie per il suo rifiuto, continuiamo a cenare. ma la nostra calma in genere dura poco, perchè lui incalza nel chiedere attenzione con lagne, sbuffi, si alza da tavola, rovescia un bicchiere. insomma diciamo che se può essere utile non dare troppo peso al suo non voler cenare partecipando al gioco, diventa difficile e forse sbagliato accettare qualunque atteggiamento di ribellione. allora al primo maccherone che vola o bicchiere che si rovescia o posata che cade mentre fa esperimenti di equilibrio, l'atmosfera comincia a cambiare. la calma e la tenerezza che avevamo avuto verso di lui fino a quel momento, proponendogli anche di aiutarlo a mangiare con le sedie "vicine vicine" (a lui piace molto), si perde in fumose emozioni di conflitto. sei arrabbiato, sei stanco, ti senti in colpa perchè sai che se lui fa così ha qualcosa di forte da dire, ed evidentemente sta male. allora esplodi, cercando però di misurarti per non rovesciargli addosso un altro peso....
insomma, la dinamica è più o meno sempre questa, con volte in cui lui si ferma prima che avvenga l'esplosione (perchè poi è un tenero e non ci sta bene a restare arrabbiato con noi) o altre in cui noi riusciamo ad esplodere poco poco (perchè comunque ci sentiamo responsabili del suo stato).
gli ho anche perlato di tutto questo. (è qui la falla??). gli ho detto che questo modo di agire, rifiutare, di volere e poi non volere più o volere diverso, fa solo dispiacere noi e lui. e che se lui è arrabbiato per qualcosa, o triste, dispiaciuto, io lo vorrei sapere per poterlo aiutare. (tutto questo detto in un modo comprensibile per un bambino...spero!)

vengo al mio racconto:

eravamo a casa di certi amichetti che frequentiamo spesso, avevamo trascorso il pomeriggio lì ma si era fatta l'ora di andare via. avverto pietro e matteo (altro figlio 5enne) cercando di distoglierli dalla loro attività di quel momento. bracco pietro (che si lascia braccare) e comincio a mettergli le scarpe, intanto lui mi dice che non vuole andare via. io allora gli spiego che si è fatta ora di cena e che dobbiamo andare a casa per preparare. lui mi dice che vuole mangiare lì (qualche volta è già accaduto) e mi fa: "io voglio mangiare qui perchè poi a casa faccio i capricci". il tono era assolutamente neutro, non tendeva nè al ricatto nè alla preoccupazione, mi è sembrata una semplice constatazione, forse con un pò di amarezza ma non saprei. neutra.

che ne pensate? è strano, atipico, eccessivo, che un bambino di soli 3 anni abbia questa consapevolezza di sè? che sappia, e se ne preoccupi, che a casa si metterà in moto un meccanismo che ci farà arrabbiare tutti e che voglia prevenirlo? si sente in colpa? 
....il mio esplodere poco poco non basta?
attendo i vostri pensieri!

sabato 29 marzo 2014

immersi in un bosco

una giornata che ha davvero ripagato tutti gli stress della settimana, immersi nel verde del bosco di capodimonte, noi due con i bimbi, le bici e una borsa a tracolla (un pò troppo piena!)




(tentativi di far entrare la palla nella maglietta)







giochi, buonumore e corse. meritava un post.
e voi, un bel sabato di primavera?

domenica 9 marzo 2014

le impronte dei bambini / 20 - un nuovo centrotavola per noi: di lego

in principio erano due, fiorellini liberi.


poi regalati a me e al papà con tanto di vaso per farli stare belli ordinati sulla cassettiera in camera nostra.

poi sono diventati quattro





e posizionati con una base sul tavolo da pranzo. 
"matteo grazie! che bel centrotavola che hai fatto!" 
"mamma, gli ho fatto una base così non cadono e possono rimanere qui per sempre!"




ta-dààà: il nostro sempiterno centrotavola!

sabato 1 marzo 2014

ci prepariamo al carnevale: maschera da scheletro e passione per i pennarelli da stoffa!

lunedi a scuola ci sarà la festa, e forse martedi un'altra a casa di un amichetto. come ci vestiamo? 
matteo, dopo aver vagliato in queste settimane innumerevoli possibilità, appena ha visto una maschera da scheletro mi ha comunicato: "voglio questa!", come se avesse trovato la soluzione ai suoi dubbi. solo una mascherina di plastica?! allora servirà una maglietta nera col disegno dello scheletro e magari anche un mantello....il mantello forse non c'entra molto ma ho trovato un modo molto semplice per farlo (qui)  suggerito da valentina di riciclattoli e mi divertiva provare.
e così ieri pomeriggio abbiamo iniziato la nostra session di pittura sulle magliette. io a disegnare lo scheletro su una  maglietta nera


e loro armati di pennarelli per la stoffa e magliette bianche si sono dilettati a produrre mostri vari. 


dico vari, perchè poi matteo ci ha preso talmente gusto che ne ha disegnate tre, tra cui una per il padre...



la scritta dice "mostro brutto però chi è infelice lo fa diventare felice per sempre"


questa è quella del papà. anche questa porta un testo: "mostro brutto che fa diventare infelici". quando gli ho chiesto perchè, lui mi ha detto "perchè è un nemico dell'altra! ma tanto io vinco sempre!" che dite, bisognerebbe scomodare freud?

mercoledì 5 febbraio 2014

le impronte dei bambini / 19 - navigare nella tempesta



siamo di nuovo sotto assedio, di febbri alte e nasi colanti, e questo è il motivo della mia assenza ultimamente. ad aggravare il tutto c'è che questa volta sono stata colpita anch'io: febbre a 39 e dolori dappertutto come se fossi finita sotto un tram. i nani sono a casa da giorni e il livello di nevrosi comincia ad essere difficile da gestire... aspetto quindi a rimettermi in giro cercando sul web cose interessanti, ma volevo mostrarvi qualcosa che, almeno nell'idea, assomiglia a questo mio progetto "le impronte dei bambini".

si chiama kids where here e già il nome mi sembra molto bello. è un progetto aperto, e partecipano fotografi e fotografe diversi, ho la sensazione che siano professionisti, perchè le immagini sono meravigliose!
qui una piccola selezione per darvi un'idea





che ne dite?

lunedì 27 gennaio 2014

biglietto d'auguri porta-fiore

io e i nanetti lo abbiamo realizzato per il compleanno del papà, ma è un biglietto d'auguri carino per qualsiasi occasione e persona. il nostro risultato ha qualche imperfezione... ma ci tenevo che fosse realizzato da loro nella maggior parte dei passaggi, io ho solo ritoccato la foto mettendo a tutti e tre dei cappellini da festa!


per certe occasioni si potrebbe mettere anche un fiore vero, ma in questo caso ho pensato che sarebbe stato molto più bello conservare tutto il biglietto integro, e poi...con questo popò di fiore!

come l'ho fatto:



mi sono fatta fare una foto coi nanetti ai quali avevo spiegato che dovevamo fingere di stringere un fiore tra le mani. matteo ha voluto inserire anche un messaggio nella foto, quel foglio che ha in mano e che sembra bianco porta la scritta "ti voglio bene" ma l'ha voluta scrivere per forza con la matita, che neanche una macchina a un miliardo di megapixel poteva catturare!

poi al pc ho scontornato la foto, ho aggiunto i cappellini e l'ho stampata nella parte centrale di un A4 che poi ho accorciato.

abbiamo (eh si abbiamo...anche in questa parte avrei voluto esserci io ma matteo ha insistito un sacco!) fatto due tagli col cutter, o taglia balze che dir si voglia, in corrispondenza della parte superiore e inferiore delle nostre mani. gli ho messo in mano il cutter solo dopo avergli spiegato come usarlo, che era importante rimanere orizzontali sul foglio se no la lama lo avrebbe tagliato. in verità credevo che questa ipotesi l'avrebbe fatto retrocedere, invece no....e vabbè, voleva dire che si sentiva abbastanza sicuro! infatti non si è fatto male ma stava talmente attento alle sue mani e poco all'arnese che il foglio si è strappato. (volevo fare un'altra stampa ma ovviamente la stampante in quel momento ha deciso che stampava solo giallo!)

abbiamo incollato il foglio tagliato ad un cartoncino, in modo che il supporto fosse abbastanza solido per reggere il fiore.

abbiamo ritagliato e colorato le parti del fiore ed ecco qua! infilato il fiore tra le nostre mani, piegato, decorato il biglietto con qualche disegno (o solo segno!) e il biglietto era pronto!

matteo diceva a tutti che al suo papà aveva regalato un libricino.

martedì 21 gennaio 2014

notizie dalle nostre pareti


questa, la prima delle decorazioni murali dell'ultimo mese in casa nostra, non potevo non etichettarla come "impronta". avevo pensato di fare, sul muro dietro al letto di pietro, una decorazione con la carta adesiva colorata. come ho già detto più volte, il 99% delle nostre pareti è ancora immacolato e riempirlo un pò è uno dei miei obbiettivi per l'anno nuovo.
così mi era venuta l'idea di disegnare una specie di esplosione colorata sulla testa del letto (anche se qui appare un pò decentrata perchè è stata temporaneamente inserita una poltrona). 
mi sono seduta per terra un pomeriggio, in camera loro mentre i bimbi giocavano da soli. ma mentre ero intenta a ritagliare cerchietti e scegliere colori, a pietro è venuto in mente di partecipare... giustamente, è il suo letto! ma io mi sono trovata un pò spiazzata e dopo aver visto che aveva posizionato tutti gli adesivi di peppa pig in maniera così organizzata...non me la sono sentita di toglierli!



questa vi dice qualcosa? forse si, se avete letto questo post
è un'illustrazione che mi è piaciuta molto, mi piace il gioco che tutti i disegni nascono da una linea continua. ma non avendo trovato l'autore non ho potuto acquistarlo, e quindi me lo sono fatto da me. adesso mi piacerebbe farne uno simile ma con soggetto gli animali, che penso possa essere divertente per la camera dei nanetti.



e questo è l'ultimo, un calendario che ho regalato ai nonni per natale. ne vado fiera e mi sono divertita molto a farlo. appeso in cucina, mi mette allegria!