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venerdì 7 febbraio 2014

il calendario con i bambini dentro i disegni


di questo calendario avete già visto il mese di gennaio immortalato sulla nostra parete. è stato un lavoro piuttosto lungo, tra scelta delle foto, decisione del disegno in cui inserirle e realizzazione, ma molto molto divertente! mi sono guardata centinaia di fotografie, ho immaginato i bambini fuori da quel contesto e ho cercato quelle che mi permettessero anche di "metterli in azione", come matteo che corre sulla spiaggia, che è diventato un supereroe, o pietro abbarbicato su un paletto, che mi ha suggerito l'idea di metterli in mezzo a delle mega-costruzioni, o matteo che faceva la faccia da forzuto e che poi è diventato un guidatore di macchina! ho disegnato soprattutto, ma alcune cose le ho fatte ritagliando immagini di stoffe trovate su internet e da cui ho tirato fuori dei cappelli o delle tutine. una fantasia di stoffa, invece, l'ho ricopiata e fatta diventare il cespuglio di fiori magici da cui spunta pietro "l'elfo" (mese di giugno). 
matteo si è esalato quando si è visto sui pianeti, come un moderno piccolo principe, per non parlare della mise con mantello e stivaletti. pietro invece era più colpito dall'insieme, anche se la barca su cui lui è il capitano che avvista terra gli piace particolarmente!

martedì 21 gennaio 2014

notizie dalle nostre pareti


questa, la prima delle decorazioni murali dell'ultimo mese in casa nostra, non potevo non etichettarla come "impronta". avevo pensato di fare, sul muro dietro al letto di pietro, una decorazione con la carta adesiva colorata. come ho già detto più volte, il 99% delle nostre pareti è ancora immacolato e riempirlo un pò è uno dei miei obbiettivi per l'anno nuovo.
così mi era venuta l'idea di disegnare una specie di esplosione colorata sulla testa del letto (anche se qui appare un pò decentrata perchè è stata temporaneamente inserita una poltrona). 
mi sono seduta per terra un pomeriggio, in camera loro mentre i bimbi giocavano da soli. ma mentre ero intenta a ritagliare cerchietti e scegliere colori, a pietro è venuto in mente di partecipare... giustamente, è il suo letto! ma io mi sono trovata un pò spiazzata e dopo aver visto che aveva posizionato tutti gli adesivi di peppa pig in maniera così organizzata...non me la sono sentita di toglierli!



questa vi dice qualcosa? forse si, se avete letto questo post
è un'illustrazione che mi è piaciuta molto, mi piace il gioco che tutti i disegni nascono da una linea continua. ma non avendo trovato l'autore non ho potuto acquistarlo, e quindi me lo sono fatto da me. adesso mi piacerebbe farne uno simile ma con soggetto gli animali, che penso possa essere divertente per la camera dei nanetti.



e questo è l'ultimo, un calendario che ho regalato ai nonni per natale. ne vado fiera e mi sono divertita molto a farlo. appeso in cucina, mi mette allegria!

venerdì 6 dicembre 2013

per natale regaliamo il fatto a mano (my handmade wishlist /4)

per fortuna ieri sono tornati a scuola! ben tredici giorni di clausura forzata e malumore vario perchè non stando bene erano meno...per così dire...duttili...!
comunque è quasi andata, ancora un pò di tosse ma il pediatra mi ha dato il via libera ed io l'ho accolto con entusiasmo! mi sento sempre un pò carogna a parlare così di quei due angioletti che stavano pure male, ma sentire chiamare"mamma" ogni 20/40 secondi per tredici giorni di fila senza nessun aiuto/interruzione (perchè mai come in queste 2 settimane armando è stato impegnato con il lavoro e mia madre temeva i virus) è davvero alienante. 
e ieri è stata pure una gran bella giornata! c'era il sole, armando non è andato allo studio e così siamo usciti e abbiamo fatto un giro in una favolosa (è il caso di dirlo!) libreria, per bambini ma in fin dei conti anche per grandi, perchè tutti i loro prodotti sono belli e basta, talmente belli da esserlo per tutti. si chiama l'ibrido e se capitate a napoli dovete assolutamente passarci. 
abbiamo comprato qualche regalo di natale per i bimbi e poi siamo andati a pranzo in una trattoria lì vicino. proprio una mattinata rigenerante!
ma tornando all'argomento del post, le mie ricerche questa volta mi hanno portato verso la carta, lo scrivere, il leggere. 
  • carta

1. segnalibro di pensierisott'acqua. è molto carino anche il suo blog, si chiama 5pescirossi...
2. adesivo da auto  di progettincorso
3. segnalibro di allegro brillante. tutti i pezzi sono tratti da giornali antichi. questo in particolare è del 1880!
4. quaderno di aaalegatoria. di tutti i suoi prodotti mi sono piaciute molto le cuciture
5. quaderni di quelledue. timbrati a mano con timbri intagliati stesso da loro

guardate anche i post di silvia, di mammapiky e di adriana (kid's modulor) questa settimana sull'arte, le decorazioni natalizie e i giochi!

venerdì 8 novembre 2013

partiamo con rodari!

se ci riesco, vorrei scrivere un post monografico su gianni rodari. è da parecchio che ci penso, ma ci vuole il tempo che per adesso non ho avuto.
intanto inizio con questo libretto molto carino, "i viaggi di giovannino perdigiorno", che qui da noi ha avuto un grande successo. è edito da einaudi e le illustazioni appropriatissime sono di desideria guicciardini
si tratta di storie in forma di filastrocca che raccontano i fantastici viaggi di giovannino perdigiorno sul pianeta di cioccolato, sul pianeta senza sonno, in quello senza punta, o dagli uomini di carta, di gomma, di sapone e in molti altri luoghi straordinari in cui l'immaginazione è la padrona assoluta ma, come sempre capita con rodari, i risvolti tendono molto più in là, liberarsi dalle convenzioni e approcciare al mondo con allegria.



chi è giovannino perdigiorno?


giovannino perdigiorno
è un grande viaggiatore,
viaggia in automobile, 
in moto, in ascensore,
viaggia in monopattino,
a piedi, in aeroplano,
viaggia in dirigibile,
col carrettino a mano
con il treno diretto
e con l'accelerato,
ma un paese perfetto 
non l'ha ancora trovato

(la canzone di giovannino perdigiorno - da 'i viaggi di giovannino perdigiorno')


è un periodo che matteo ha una grossa passione per le parole. nonostante nessuno cerchi di insegnargli di più di quello che compete alla sua età, lui è molto incuriosito dalla scrittura, dalle lettere e anche proprio dal suono delle parole. mi chiede spesso cose tipo "mamma, ma gatto finisce con la T?" o fa scoperte come "mamma, mamma inizia con la M, come matteo!" e poi con le parole ci gioca. credo che faccia parte dell'età, inventare suoni e cose del genere, e lui si diverte anche a creare rime o mini filastrocche. è per questo che questo libretto mi è sembrato proprio adatto alla situazione.
avevo provato a leggergli rodari già un pò di tempo fa ma forse era troppo piccolo, oppure il testo che avevo scelto ("il libro dei perchè") non adatto. 
sono contenta quindi di poter dire che con questo mini libretto anche noi siamo entrati nel fantastico mondo di rodari!

giovedì 24 ottobre 2013

a piccoli passi

lui è contento, anzi contentissimo. ed anche io per lui, sono emozionata: penso alle cose che dovrà portarsi, e anche a quelle che non porterà, perchè le nuove esperienze secondo me vanno un pò vissute per come sono, con qualche differenza rispetto alle abitudini, in grado però di mostrarti modi nuovi di vivere un momento. e questo significa apertura, crescita.
domani matteo dormirà a scuola. ogni anno, per il gruppo dei più grandi, organizzano delle notti a scuola, per natale, per la primavera. quella di domani sarà per halloween: nel pomeriggio prepareranno le zucche e all'imbrunire si inventeranno qualche gioco pauroso da fare in giardino, qualche fantasmino da aspettare...
è la prima volta che ha deciso di partecipare, le altre vedevo che era combattuto e alla fine optava per il no. ma questa volta è stato convinto, con quel SIIIII aperto ed entusiasta con il quale mi ha annunciato la decisione. 
ed io sono emozionata, davvero emozionata. per lui e per me. perchè è la prima volta in quasi 5 anni di vita insieme, che ci separiamo una notte, e quindi questa non può che essere un evento. anche perchè è lui che lo ha scelto, è pronto ad allontanarsi, e anche questo segna un passaggio. e mi piace l'entusiasmo con cui lo fa, l'assenza totale di titubanza, nonostante non più di quattro mesi fa fosse così combattuto, al punto poi da rinunciare. non mi ha fatto neanche una domanda che potesse nascondere qualche remora (tipo "potrò avere il biberon prima di dormire?", rito a cui è molto legato - ...eh si, ancora biberon!). il giorno della "decisione" mi ha solo detto "sai mamma, le altre volte non volevo andare perchè non ero sicuro che poi mi venivi a prendere! adesso invece lo so, e so anche che posso farcela a dormire senza di te, papà e pietro".
e stasera, che tutto si fa più imminente, mentre lo coccolavo sul divano guardandoci un pò di tv, mi chiede "domani ti mancherò?". e poi a letto, prima di iniziare a leggere la favola, sentenzia al fratello "guarda pietro che domani io ti mancherò, perchè non dormo qui".
eh si, mancherà a tutti! ma si divertirà tanto e sarà un'esperienza irripetibile per lui, per il significato e per la mancanza del biberon!

mercoledì 23 ottobre 2013

ritratto di animale / collage geometrici


animali messi in posa per un ritratto, un bel primo piano da incorniciare.
i collage mi sono sempre piaciuti e dopo aver visto queste illustrazioni di rebecca elliott mi è venuta voglia di provare con i bambini. ho ritagliato le varie parti per comporre il volto e poi insieme a loro le ho assemblate. la cosa divertente è stata che matteo riconosceva le forme geometriche, cerchio, triangolo, il trapezio che era "un rettangolo un pò storto", e quando ha visto cosa componevano è rimasto stupito. questa è stata la cosa che mi è piaciuta di più di questi disegni: che sono composti da astrazioni geometriche, che ogni parte è realizzata dalle forme di base.




mi sa che ne farò degli altri....

lunedì 14 ottobre 2013

come si addormentano i bambini?



verso le nove di sera ci ritroviamo nella loro stanza, con una piccola lucina accesa a leggere una storia. una volta la sceglie il piccolo, una volta la sceglie il grande, e le pagine scorrono tra domande (a volte inerenti, a volte no) e soste sulle illustrazioni, di cui loro scorgono anche i dettagli. 
questo credo sia nella norma, e a casa nostra va così da quando il piccolo dorme in stanza con il grande (oramai un annetto abbondante) ed è in grado di seguire un racconto.
quando il libro si chiude c'è ancora qualche istante di svariate riflessioni su ciò che è stato appena letto (tipo mamma ma forse il lupo non era cattivo: era solo arrabbiato, ...certe come questa ti danno veramente da pensare!)
dopodichè ... ... da noi succede che non si può uscire dalla stanza finchè non si sono addormentati
premetto che non sono mai stata favorevole alle teorie tipo "lasciali piangere che prima o poi si stancheranno". da quando matteo era minuscolo, il sonno è sempre stato accompagnato da storie, canzoni o carezze. sono convinta che addormentarsi per un bambino possa non essere un'esperienza tranquillizzante, almeno quando è molto piccolo, e che debba essere un momento preceduto da rilassatezza e non da stress, paura o tristezza. però... ci dev'essere un "però" in queste mie convinzioni, che forse non riesco a vedere.
ho provato più volte a introdurre un modo diverso (favola + 5 minuti per dissertazioni varie + bacio + saluto) ma non c'è verso: escono fuori la paura del buio (anche se non è buio!), i da solo non mi viene il sonno,  oppure i giochiamo finchè qualcuno non torna
e così trascorriamo (noi grandi, a turno) quarti d'ora di immobilità, a volte con sottofondo di canzoncina (ma solo se è il turno di mamma che ne conosce un sacco) e sempre tenendoci per mano, infatti ho dovuto mettere la poltrona tra i due letti, per evitare di stare con la faccia schiacciata sulle ginocchia e le braccia divaricate per tutti quei quarti d'ora!
ora, poichè è davvero un piacere il momento della storia e delle loro strampalate riflessioni, ma davvero una tortura stare immobili nella penombra senza potersi muovere più di tanto (al massimo una sgranchita di ginocchia), mi chiedo: fino a che punto sto agendo bene? sto davvero aiutandoli perchè hanno ancora bisogno di compagnia per dormire?, oppure sto soltanto alimentando un vizio? 
credo che la cosa che mi può indurre in errore è il fatto che mentre matteo ha 4 anni e mezzo, pietro ne ha solo 2 e mezzo, e quindi dentro di me penso che lui ne abbia ancora bisogno. però il problema è che dormono insieme: che fare?

voi come vi siete regolate?

lunedì 7 ottobre 2013

illustrazioni da cucina

l'illustrazione è una forma d'arte, e io amo i disegni e le stilizzazioni, anche le astrazioni che nascono da questo mestiere.
e mi piacerebbe qualcosa in cucina.

purtroppo non di tutte le immagini ho la fonte, come queste prime due


mentre queste sono di Anek, una ragazza croata. sulla sua pagina di etsy ce ne sono molte di più, tutte belle, ho avuto davvero l'imbarazzo della scelta per questa selezione!







 



andate a curiosare!

venerdì 2 agosto 2013

buone vacanze!

partiamo! finalmente partiamo!
questo caldo tropicale cominciava a mettermi a dura prova, ma finalmente è arrivato il momento di mollare la città e immergersi in acque fresche...

ieri, proprio per la partenza prossima, ci è venuto un bisogno impellente: "mamma mi fai un mostrino, così dormo con lui nella casa nuova?"
matteo non ha mai voluto peluches o pupazzi, per cui questa richiesta mi è sembrata in un certo senso importante! 
e così ci siamo messi a decidere: da quale maglietta tagliamo una manica? e da quale collana sfiliamo due pietre? e da quale altro vecchio vestito tagliamo delle forme per fare la bocca?
fatto ciò, matteo mi ha mostrato un mostriciattolo che aveva visto sempre sul libro di valentina (riciclattoli). voleva che avesse le gambe corte e le orecchie lunghe da coniglio, proprio come quello. quello di valentina nasceva da un calzino, ma alla fine il procedimento è stato grossomodo simile: 


  ho ritagliato il polso a forma di gambette, le ho cucite (al rovescio) e poi ho imbottito tutto con pezzetti di un vecchio copridivano. da un altro pezzo della maglietta ho ritagliato le orecchie, cucite e imbottite entrambe. poi posizionate sulla futura testa e cucito tutto. 



mi dispiace di non avere foto del procedimento ma non è che fossi proprio rilassatissima mentre facevo questo bel mostrino, perchè in verità avrei dovuto fare circa altre 300 cose per prepararci a partire..., ma vi assicuro che è stato molto semplice, e pure divertente!

comunque, questo post è per salutarvi. sarò lontana dai blog (il mio e i vostri) per un pò, per lo meno in maniera attiva anche se un portatile ce lo porteremo, e voglio augurare a chi parte buone vacanze e a chi resta di non soffrire troppo il caldo e di trovare comunque qualcosa di bello da fare!
i miei saluti sono delle illustrazioni, che amo molto,
come questo dipinto di georgia o'keefe, di cui purtroppo non trovo più il titolo

geogia o'keefe

o questo disegno che si intitola "primo bagno" di una ragazza che si chiama roberta ragona (www.tostoini.it). mi piace questa bambina "attraversata" dal mare.

www.tostoini.it

questo disegno è di louise bourgeois, si intitola "throbbing pulse" (battito pulsante) e pensate che è del 1944...io lo trovo bellissimo, con un tratto di una semplicità ultra moderna!
louise bourgeois
e poi questo tenero omino nel suo piccolo mare...
si intitola "bottle and boat" ed è di michael leuning
(in vendita su http://chrysalis.com.au/Artwork-Leunig-Bottleandboat-1209.htm)


ci leggiamo a ritorno!

lunedì 13 maggio 2013

3 non è il numero perfetto / riflessioni di una mamma con due braccia, una testa e il panico da numero dispari!



quest'inverno si sta chiudendo, e con lui i pomeriggi in casa per troppo vento, troppo freddo, troppa pioggia, troppa tosse... 
gli inverni sono una stagione difficile per i bambini: dura e piena di impossibilità, chi c'aveva mai pensato prima?! che sia per le condizioni atmosferiche o perchè non stanno bene, la gran parte dei giorni invernali vengono trascorsi tra le quattro mura (con una buona dose di stress anche per le mamme!)

quest'inverno è stato inoltre, per noi, un duro banco di prova per il nostro rapporto a tre (mio con i bambini).
in qualunque tipo di relazione, tre è un numero difficile. i rapporti a tre creano necessariamente e in modi alterni degli squilibri. perchè in realtà sono costituiti da innumerevoli e intercambiabili rapporti a due, in cui è la forza del terzo, che per quel momento rimane fuori, a determinare la buona tenuta del trio. questo sarebbe tra adulti.
tra un adulto e due bambini le cose ovviamente cambiano, in modo destabilizzante almeno per me! sono troppo piccoli per non volersi confermare continuamente in una relazione diretta con l'adulto, troppo piccoli per non considerare il loro valore in virtù dell'attenzione che l'adulto gli presta, e anche fratelli con una gelosia ancora aperta e quindi in competizione. di conseguenza la tenuta del trio corrisponde, in buona sostanza, con la tenuta della mamma!

è vero che pietro ha già due anni, quindi questo rapporto a tre vive da un pò, ma da quest'anno ha cambiato completamente forma, forse proprio perchè è adesso che pietro c'è davvero, come personcina con un carattere e una capacità di chiedere. 

quando nacque, ebbi già dei problemi a dividermi tra loro due in modo equilibrato. 
i primi 20 mesi con matteo li avevamo sostanzialmente trascorsi noi due soli, non avevo aiuti e il mio compagno tornava la sera.  furono mesi caratterizzati da quel fortissimo senso di appartenenza tra madre e figlio, quella sensazione che ti invade nelle giornate trascorse insieme da mattina a sera. giornate piuttosto silenziose, in uno strano rapporto a due: non sei solo, ma lo sei. perché certo non puoi metterti a fare discorsi con un bambino di 6 mesi, 1 anno, 1 anno e mezzo. ma non sei in compagnia per come sei abituato. 
non parli molto, qualche ga-ga o prima parola storpiata sono i suoni che più spesso rompono il silenzio. un silenzio invece pieno di sguardi, intenso, pieno di sorrisi, di occhi che parlano. una strana sospensione del tempo, in cui ti senti come nel corpo di due esseri contemporaneamente, una sensazione che si diluisce man mano nelle settimane, nei mesi.
lui non andava ancora all’asilo e io avevo voluto essere una mamma che rimane a casa con lui, che non conoscevo ancora ma che già amavo più di tutto. mi sono catapultata nell’essere mamma senza sapere ancora bene che significasse: sapevo solo che non avrei voluto essere in nessun altro posto, che volevo tutto il meglio per lui, e che il mio corpo era ancora legato al suo. ma non sapevo altro, che il suo pianto mi avrebbe fatto sentire impotente, che i suoi orari serrati mi avrebbero stremato, che avrei avuto così tanto sonno da pensare a volte di non farcela.
ma poi ce l'ho fatta. mi sono "riequilibrata" sul nuovo assetto, nel quale volevo proprio immergermi: non volevo farlo entrare nella mia routine, ma volevo crearne una nuova. avere il tempo completamente a disposizione per conoscerci.
poi matteo ha iniziato a parlottare, a camminare meglio permettendomi di fare qualche passeggiata senza passeggino, ad andare all’asilo; abbiamo iniziato a giocare a giochi a cui potevo partecipare più attivamente anch’io, che non ero più un interprete silenzioso dei suoi desideri. abbiamo iniziato a comunicare in un modo più complesso e in movimento, e tutto si è trasformato ancora, semplificandosi e in un certo modo gratificandomi di più.

poi è arrivato pietro, un altro cambiamento. quel semplicissimo rapporto a due, oramai super - rodato, fatto di equilibri armonici, di intesa e ancora di sguardi e sorrisi, ha dovuto ritararsi. la comunicazione quasi empatica è stata interrotta ed io mi sono sentita di nuovo divisa. questa volta non più tirata tra il mio spazio ed il suo, ma tra il nostro (mio e di matteo) e il nostro (mio e di pietro). facevo fatica a ritrovare un equilibrio. a lasciare matteo nel suo disagio, nella sua confusione, nel suo sentirsi destabilizzato, e a non dare a pietro quell’esclusività che invece avevo vissuto con matteo, ricreare quel tempo silenzioso fatto solo di sguardi. il silenzio era finito. il parlottare diventava man mano chiacchierare (a suo modo ma con estrema determinazione), sono iniziati i capricci anche perché i due anni sono proprio l’età in cui iniziano e poi l’arrivo del fratello certo non aiutava.

mi ricordo una giornata orribile. pietro aveva solo 3 mesi e matteo aveva iniziato un capriccio interminabile perché non voleva cambiarsi il pannolino. di regola, dopo il primo strepito isterico, lo avrei messo giù dal fasciatoio e lo avrei lasciato a calmarsi da solo, senza ulteriori agitazioni: sguardo altrove e tentativo di fare caso il meno possibile alle urla disperanti e disperate. di regola funzionava. ma adesso tutto era cambiato: matteo non aveva mai avuto reazioni così esasperate ed io ero un po’ logorata dal conflitto di cui sopra, e stanca. così, invece di metterlo giù dal fasciatoio ho insistito, finché lui non ha messo tutto se stesso per opporsi, divincolandosi come un anguilla ed io ho perso le staffe e gli ho dato la prima sculacciata. sono stata malissimo, anche nelle ore successive. ho capito il mio limite, l’ho toccato, e ho capito che qualcosa andava rivisto. dovevamo essere in tre: dovevo permetterci di esserlo, senza frustrare più ricerche di rapporti a due e accettando il cambio di rotta. questo poteva aiutare matteo a farsi una ragione del nuovo arrivo, trovando lui stesso un nuovo equilibrio, con un po’ di sofferenza ma necessaria, e dare a me una maggiore serenità per vivermi pietro nella maniera più completa possibile. quella possibile.

questo accadeva 2 anni fa. e oggi mi ci ritrovo ancora una volta. con dinamiche differenti ma lo stesso senso di difficoltà. dividermi: questo è il mio problema.
i bambini sono egocentrici, giustamente. chiedono senza freni e senza inibizioni l'ascolto del loro desiderio. sono tenaci e si riflettono nel genitore come fosse uno specchio. sanno essere molto competitivi senza calibrare il tono e l'insistenza. sono bambini, senza misure e incontenibili. 
sia chiaro, mi piacciono i bambini un pò "tornado", quelli che fanno i bambini insomma, non  contenuti e giustamente in contatto con i loro bisogni, forse perchè io da piccola ero l'opposto e tutti pensavano che fossi "una brava bambina", invece ero solo molto inibita. i bambini non vanno inibiti, vanno educati, ma ogni cosa ha una giusta età. penso spesso alla famosa frase di donald winnicott su "una madre sufficientemente buona", che sappia cioè gratificare e frustrare il proprio figlio nella stessa misura, così da educarlo ma lasciarlo libero di essere se stesso. è un equilibrio difficile da trovare. quando sono due, così vicini eppure così lontani di età, con necessità e capacità diverse, rimanere calma e gestire con la giusta attenzione ogni loro istanza... non ci riesco. so che forse mi chiedo troppo, ma quando vedo uno sguardo vacuo, lontano, un pò malinconico, la chiusura...mi si stringe il cuore, perchè so che è anche il mio andare in panico certe volte a "frustrarli", ma non è quella la giusta frustrazione.
un passo però l'ho fatto. ho cercato di mettere a fuoco quello che più mi manda in tilt. l'ho riconosciuto: è quando mi parlano, anzi mi urlano, tutti e due quello che vogliono, vorrebbero fare, sapere... e ho messo una regola: si parla uno alla volta, senza gridare e avendo pazienza. matteo mi ha detto "mamma, ma come si fa ad aspettare?!". gli ho risposto: "si fa perchè non c'è un altro modo. perchè ho solo due braccia e solo una testa per pensare". 
questo sistema mi aiuta se non altro a non andare in crisi, forse quello che riesco a fare, o che non riesco a fare, resta invariato. ma almeno rimango col sorriso!


domenica 14 aprile 2013

il genio di bruno munari - parte II

ecco che finalmente riesco a pubblicare il secondo post su munari. quello sui giochi e sui libri. 
mi ci è voluto un pò perchè facendo delle ricerche ne ho trovati anche molti che non conoscevo, e mi sono persa in questo mare magnum di cose interessantissime!
ho deciso che vi parlerò di quelli più noti, suggerendovi dei link dove potrete trovarne anche di altri.

e adesso veniamo ai giochi
i giochi, come i libri di munari, sono molto semplici, quasi "non finiti" perchè pensati per essere completati dal bambino, lasciandogli così la libertà di giocare e di creare contemporaneamente. 
tutti i giochi sottendono il concetto, di matrice montessoriana, di illustrare al bambino "come si fa a fare", dando strumenti e informazioni tecniche senza indirizzarli sull'esito. l'intento è quello di non fargli "eseguire" qualcosa, ma di fargli "creare" qualcosa.
vedrete che si tratta di giochi a cui forse con i nostri figli non siamo più abituati, giochi che effettivamente suggeriscono senza dare un percorso prestabilito e nei quali la fantasia è la padrona. credo che i bambini di oggi possano anche trovarsi un pò spiazzati davanti a tanta semplicità e poche regole di esecuzione, ma credo che sia importante imparare a giocare tuffandosi completamente nella propria immaginazione e vedere dove ci porta!
  • metti le foglie



è un gioco in scatola che propone una serie di elementi per la conoscenza della natura, suddivisa nelle versioni Alberi e Rampicanti. 

è composto da carte con disegni di alberi spogli e timbri con la forma della foglia propria di ciascun albero. purtroppo non è più in produzione, ma sarebbe molto facile realizzarlo da sè. 
accanto ad ogni albero è disegnata la rispettiva foglia, ma anche i fiore ed il frutto, che il bambino potrà disegnare da sè. 
è possibile anche rendere "abitato" l'albero grazie a due timbri: una farfalla e una cavalletta! 
l'età consigliata è 5-9 anni.


  • più e meno
anche questo è un gioco in scatola ed è ancora possibile acquistarlo. io ce l'ho ed è bellissimo, tanto che sto pensando da creare delle immagini e farne dei quadretti, magari con loro, quando non lo useranno più!

è un gioco di composizione visiva; nella scatola ci sono un bel pò di carte di plastica trasparente (formato quadrato, molto carino) con sopra un piccolo disegno, che può essere la pioggia, un albero, un singolo ramo, un cane. e poi alcune a sfondo colorato. il gioco è comporre e "far svolgere" una storia attraverso la sovrapposizione e la sottrazione di queste carte. io ci ho giocato con matteo un pò di mesi fa ma mi è parso ancora troppo piccolo (anche se l'età consigliata è 3-8 anni), per cui ci riprovo tra un pò.


  • trasformazioni e strutture


giochi in scatola, anche questi di composizione visiva. credo che non siano più in commercio, data la difficoltà che ho avuto per reperirne immagini e informazioni.
tante tessere con disegni parziali o completi da affiancare e sovrapporre per "far accadere" qualcosa.
le prime due immagini in alto sono "sulla terra e in cielo" e "sulla terra e sottoterra".


  • poliscopio



un oggetto di metacrilato trasparente e incolore che sposta, trasforma, rompe immagini e segni. per giocare tra effetti ottici e geometria.


  • ABC con fantasia



questo è per i bambini già più grandicelli, che cominciano a conoscere le lettere. 
la scatola contiene pezzi dritti e curvi, chiusi e aperti. e così, componendo ogni lettera, il bambino familiarizzerà con le varie forme. come si vede dalla foto, i pezzi possono facilmente essere usati per creare qualunque tipo di immagine.


un sito interessante per trovare qualcos'altro è quello della collezione bruno munari, o anche questo articolo.




riguardo ai libri, che in realtà sono ancora dei giochi, anche qui c'è un mondo molto affascinante!
premetto che tutti i libri di munari sono editi da corraini, quindi quelli che non troverete in questo post li troverete lì. 
io vi parlerò di quelli che ho o che ho avuto per le mani e che ho trovato meravigliosi, nella loro infinita semplicità. sono anche i precursori di molti libri che troviamo adesso nelle librerie (e pensate che questi sono stati scritti a partire dagli anni Quaranta!) e la loro bellezza sta anche nel fatto che, anche se non li acquistiamo, propongono comunque un modo e delle idee per suggestionare e interessare i bambini.



  • i pre-libri


forse già li conoscete, perchè sono un cult! "Sono una serie di 12 piccoli libri (10 x 10 cm) dedicati ai bambini che non hanno ancora imparato a leggere e scrivere, disegnati per adattarsi alle loro mani e assemblati usando diversi tipi di materiali, colori e rilegature. 

Offrono una varietà di stimoli, sensazioni e emozioni, che nascono dall'accostamento di percezioni e immagini: "dovrebbero dare la sensazione che i libri siano effettivamente fatti in questo modo, e che contengano sorprese. La cultura deriva in effetti dalle sorprese, ossia cose prima sconosciute" (Bruno Munari). (cit. dal sito corraini)





dal sito officina-creativa.net


carino questo stralcio di intervista a munari quando i prelibri uscirono, nel 1980:

A – Che cos’è un libro?
B – Un oggetto fatto da tanti fogli, tenuti assieme da una rilegatura.
A – Ma cosa c’è dentro?
B – Di solito ci sono delle parole che, se fossero messe tutte in fila su una riga sola, questa riga sarebbe lunga chilometri e per leggerla bisognerebbe camminare molto.
A – Ma che cosa si legge in quelle parole?
B – Si leggono tante storie diverse, storie di gente di oggi o dei tempi antichi, esperienze scientifiche, leggende, pensieri filosofici o politici molto difficili, poesia, bilanci economici, informazioni tecniche, storie di fantascienza…
A – Anche favole?
B – Certamente anche favole, storie antiche, nonsense, limerick.
A – Con tante figure?
B – Certe volte con moltissime illustrazioni e poche parole.

A – Ma a cosa serve un libro?
B – A comunicare il sapere, o il piacere, comunque ad aumentare la conoscenza del mondo.
A – Quindi se ho ben capito serve a vivere meglio.
B – Spesso sì.
A – Ma la gente li usa questi libri?
B – Alcuni ne leggono molti, altri li usano per decorazione, c’è gente che ha in casa un solo libro: l’elenco dei telefoni.
A – Allora sarebbe utile che anche i bambini di tre anni cominciassero a familiarizzarsi con il libro come oggetto, a conoscerlo come strumento di cultura o gioco poetico, ad assimilare quella conoscenza che facilita l’esistenza.
B – La conoscenza è sempre una sorpresa, se uno vede quello che sa già, non c’è sorpresa. Bisognerebbe fare dei piccoli libri tutti diversi tra loro ma tutti libri, ognuno con dentro una sorpresa diversa, adatta a bambini che non sanno ancora leggere.
A – Posso averne uno anch’io?
B – Ne avrai una intera biblioteca, piccoli libri di tanti materiali diversi, di tante materie diverse: un libro di ottica, un libro di avventure tattili, un libro di geometria dinamica, uno di ginnastica, uno storico culturale, uno di filosofia, un romanzo d’amore, un libro pieno di tutti i colori, un libro trasparente, un libro morbido, un libro di fantascienza…
A – Ma come si chiamano questi libri?
B – I PRELIBRI.
A – Li voglio subito.



  • disegnare un albero

"albero: esplosione lentissima di un seme" (bruno munari)



questo libro è meraviglioso, delicato e semplice.
racconta, con moltissimi disegni e pochissime parole, come si disegna un albero e quindi, soprattutto, come cresce. 




da "disegnare un albero" di bruno munari


  • nella notte buia





"avvincente ricerca all’interno della notte, sotto l’erba del prato, nel fiume sotterraneo e nella grotta, passando con la propria fantasia e curiosità (quasi con il proprio corpo) attraverso i fori, i pertugi e i profondi buchi presenti nelle pagine di carta, nere o ruvide o trasparenti.... ognuno segue fino in fondo, con il fiato sospeso, la piccola luce che si intravede lontano". (cit. dal sito corraini)

a proposito di questo libro, vi segnalo un bel post di "il mondo di cì". un post dedicato a questo libro, che l'autrice legge, o meglio sfoglia,  con la sua bambina.


  • i libri sulle figure geometriche: il cerchio, il triangolo e il quadrato


sono tre libri distinti, ed in realtà non sono pensati per bambini - dato che i riferimenti sono anche piuttosto complessi - però l'approccio, l'idea è secondo me adattabile ai bambini, mostrandogli come nel mondo di tutti i giorni queste forme astratte diventano davvero qualcosa. 

quindi più che suggerirvi il libro, suggerisco l'idea di un gioco!




  • emozioni


"Parole che si susseguono in modo non convenzionale ed esplosioni di colori per cercare di "descrivere" sensazioni ed emozioni." (cit. dal sito corraini)

questo in realtà non non me lo ricordavo, ma mi è sembrato molto carino... come sempre molto carina l'idea, per me, da adattare sui bambini. 
purtroppo non sono riuscita a trovare immagini delle pagine del libro, sarei stata molto curiosa di "sfogliarlo"....ma lo farò in libreria!





  • viaggio nella fantasia


da "viaggio nella fantasia" di bruno munari

questo è un libro molto carino e divertente. già a partire dalla copertina bucherellata ti suggerisce qualcosa da scoprire! e in effetti quella copertina è tutto, svela "l'argomento" del libro: quei pallini!
ogni pagina li riporta sempre uguali ma "trasformati" nella base di un disegno diverso, bastoncini, un rametto pieno di bacche, una collana, delle isole, schiuma.... tutti i disegni sono molto schematici e semplici e accanto c'è una breve descrizione del disegno venuto fuori.
ci ho giocato con matteo, sfogliandolo insieme, e ci siamo divertiti a immaginare da noi cosa fossero...

  • mai contenti

questo è invece una favola. 
La storia è circolare e vede protagonisti animali sognatori; cosa sognano? Ciascuno di essi desidera essere diverso da quel che è: “l’elefante è stanco di esser un grosso animale pesante e sogna… di essere un uccellino per poter volare e cantare”. Dall’uccellino al pesce alla lucertola, ciascun animale rimanda a un altro, finché l’ultimo, la mucca, “sogna di essere un elefante per avere le corna in bocca”. E tutto ricomincia daccapo. (cit. dal sito "leggere che piacere") 






  • la favola delle favole


"Un libro-gioco con pagine intercambiabili che permettono ai bambini di creare la loro favola personale". (cit. dal sito corraini)


  • prima del disegno


"Le invenzioni segniche della matita lasciata quasi libera sulla carta". (cit. dal sito corraini)
    questo libro l'ho sfogliato molto tempo fa, e mi ricordo che mi piacque molto. mi ricordo che mi piacque molto la libertà di "scarabocchiare" e di dare un senso a quegli scarabocchi.



    • alla faccia


    "come costruire attraverso diversi tipi di "segni" innumerevoli volti con caratteristiche diversissime". (cit. dal sito corraini)


    da "arte come mestiere" di bruno munari

    queste immagini sono tratte da "arte come mestiere", ma il tema è lo stesso!
    anche questo può essere un gioco divertente. forse per i bambini più piccoli inventarsi una faccia potrebbe essere difficile, non avendo ancora padronanza delle varie forme e segni, però se preparassimo una serie di ritagli, creare delle facce originali sarebbe divertente!

    e qui concludo questo lungo e laborioso post, che ha avuto il merito di farmi incontrare cose ancora sconosciute e ri-incontrare quelle che avevo dimenticato. 
    spero che anche per voi sia stato bello e suggestivo, che vi abbia dato spunti o fatto ricordare qualcosa che facevate da piccole e che vi piaceva particolarmente. ...con i bambini è sempre utile  tornare bambini!

    anzi, un'ultima cosa! ce la fate o vi si è annebbiata la vista??! vi segnalo anche il catalogo di corraini, un pdf pieno di cose interessanti, e il link ad un libro (giocare con tatto) di beba restelli, allieva e poi collaboratrice di munari, in formato pdf: io lo cercherò anche cartaceo in libreria! comunque l'ho letto e mi è piaciuto molto.