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martedì 13 gennaio 2015

design di recupero / SBOBINA DESIGN

 moduli Boris - Sbobbina Design
il primo post che ho pensato di scrivere dopo questa mia lunga assenza riguarda il riuso dei materiali, che in questo caso diventano la base per oggetti di design molto belli e funzionali secondo me, senza assolutamente nulla da invidiare alle migliaia di oggetti industriali prodotti oggi.
la ricerca, e la scoperta, di modi originali di dare una vita nuova a qualcosa di utilizzato precedentemente con un'altra funzione, e anche un'altra forma a volte, mi entusiasma sempre molto perché io penso che il futuro sia in queste cose, in questo genere di pensiero intendo, che non soltanto ha il valore etico dell' eco-sostenibilità ma anche un senso umano più profondo, che ci lega alle cose e al tempo che passa in un modo naturale, meno consumistico. sarà che sono una persona essenziale, che farebbe a meno di tutti gli oggetti, orpelli e strumenti spesso inutili di cui ci affolliamo, ma penso che il senso di un oggetto funzionale sia ancora più alto se su di esso ha camminato il tempo, che è ciò che ci lega alla vita.
ero partita con questa sezione del blog, il design di recupero appunto, con il post su franziska wodicka e rupert blanchard dove il recupero era sostanzialmente basato su vecchi cassetti e vecchie ante poi riassemblati. 
l'ideatore di sbobina designemiliano bona, invece recupera bobine industriali di legno e in generale materiali industriali dismessi, trasformandoli in arredi essenziali sia nella forma che nelle definizioni di colore: quello che spicca è la materia, reinventata e riadattata alla nuova funzione.

questa una parte della sua presentazione:

"Bobine per cavi elettrici, assi da ponteggio e casse di imballaggio vengono trasformate, attraverso una procedura non più industriale ma artigianale, in tavoli, librerie, sedute, attaccapanni e lampade. Ogni singolo prodotto è il risultato dada di un’umanizzazione delle forme industriali. Sbobinare: svolgere una bobina, convertire, trasformare una forma in un’altra, uno spazio in uno o mille altri".

i moduli boris sono tra gli oggetti che mi sono piaciuti di più, per la semplicità della forma  - seppure "dettagliata" (non sono parallelepipedi perfetti) - ma anche per il fatto che sono dei moduli, appunto, quindi assemblabili diversamente per usi diversi: libreria, sgabello, panca comodino... 


Boris - Sbobina Design

molto belli anche l'attaccapanni ubu

attaccapanni Ubu - Sbobbina Design

 la lampada zivago 


lampada Zivago - Sbobina Design

o le sedute bocar e bondolo (i nomi sono fantastici!)


seduta Bocar - Sbobina Design
sedute Bocar e Bondolo - Sbobina Design


nonché tutte le rotelle usate qua e là!


Sbobina Design

un'altra cosa bella di questa filosofia dell'ingegnarsi per riusare, è che il lavoro diventa un gioco. ovviamente ogni lavoro creativo ha un'accezione giocosa, ma ho l'impressione che l'atto di trasformare, essendo vincolati anche solo mentalmente da una forma e un uso preesistenti, induca maggiormente ad una visione fuori dagli schemi e conduca più facilmente ad esperimenti stravaganti e talvolta infantili. come se il tipo di vincolo stesso ti facesse sentire più libero. non c'è bello assoluto da inseguire, o funzionalità stra-efficace o forma super innovativa, ottenibili partendo da zero e in qualche modo travalicando l'oggetto per farlo diventare il simbolo di quella ricerca. il vincolo progettuale in questo caso è l'oggetto stesso già esistente (o esistito). quello che apprezzo non è semplicemente che si facciano cose belle in maniera eco-sostenibile ma che si facciano cose belle in cui non viene negata la portata del materiale utilizzato, che non è più solo uno strumento ma il soggetto stesso, con le sue qualità fisiche ma anche di memoria. 
e sono dei giovani ad immettere sul mercato queste nuove visioni, i giovani che "salvano" il passato creando spesso situazioni e ambienti di lavoro che sono veri e propri laboratori di idee, dove "l'ufficio" magari è costituito da un gruppo di amici appassionati che segue il filo delle suggestioni. 
emiliano bona lavora in un posto così: con il gruppo vontree (quattro creativi con formazioni differenti) propone la progettazione e la vendita di oggetti di design e d'arte realizzati nel loro spazio officina a bergamo. mi pare anche un bello spazio!


giovedì 29 maggio 2014

itaca

itaca - ernesto tatafiore

questo è uno dei dipinti di ernesto tatafiore che preferisco. lui è un pittore-psichiatra napoletano.
parla di viaggi, di sogni, di attese. e mi riporta alla mente la poesia di kostantinos kavafis, nella quale itaca rappresenta ancora il viaggio.

Quando ti metterai in viaggio per Itaca 
devi augurarti che la strada sia lunga, 
fertile in avventure e in esperienze. 
I Lestrigoni e i Ciclopi 
o la furia di Nettuno non temere, 
non sarà questo il genere di incontri 
se il pensiero resta alto e un sentimento 
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo. 
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo, 
nè nell’irato Nettuno incapperai 
se non li porti dentro 
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga. 
Che i mattini d’estate siano tanti 
quando nei porti - finalmente e con che gioia - 
toccherai terra tu per la prima volta: 
negli empori fenici indugia e acquista 
madreperle coralli ebano e ambre 
tutta merce fina, anche profumi 
penetranti d’ogni sorta; più profumi inebrianti che puoi, 
va in molte città egizie 
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca - 
raggiungerla sia il pensiero costante. 
Soprattutto, non affrettare il viaggio; 
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio 
metta piede sull’isola, tu, ricco 
dei tesori accumulati per strada 
senza aspettarti ricchezze da Itaca. 
Itaca ti ha dato il bel viaggio, 
senza di lei mai ti saresti messo 
sulla strada: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso. 
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso 
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.


io sono in viaggio. tutto si sta trasformando, pur essendo sempre qui. 

martedì 14 gennaio 2014

riciclo ad arte / le opere di MOOK

ho già scritto in passato un post sul 'riciclo ad arte', ovvero arte creata con oggetti di riciclo, quando vi parlai di lisa occhipinti. questo è il secondo post ma ho la sensazione che ne seguiranno altri e che amplierò le mie ricerche, perchè questo binomio mi piace moltissimo: gli oggetti che ne vengono fuori hanno ai miei occhi qualcosa in più, un sapore di trasformazione che mi affascina.


mook


ma adesso voglio parlare dei protagonisti della mia scelta di oggi: i Mook.  
loro sono due quarantenni friulani (carlo nannetti e francesca crisafulli) trapiantati a roma, dove insegnano all'istituto europeo di design. li ho conosciuti tramite un post di ta.ta.unconventional design for kids qualche mese fa e mi sono subito innamorata dei loro pezzi. e dopo aver passato un sacco di tempo sul sito a guardarmi tutti i loro prodotti (dalla grafica alle xilografie fino all'assemblaggio di pezzi di riciclo), ho deciso di contattarli, per fargli anche qualche domanda sul loro lavoro oltre che capire quanto costerebbe avere appesa sulla parete dietro al nostro tavolo da pranzo una bella testa d'alce/capra...un trofeo insomma, come loro li definiscono.


black&white / mook
o anche un branco di pesci.


mook
alla mia mail ha risposto francesca, che mi ha raccontato un pò della loro storia e mi ha lasciato il link ad un'intervista, che ho trovato molto bella, sul blog topipittori.

la prima cosa che le ho chiesto è cosa significa "mook". avevo cercato di fare una ricerca su questa parola, ma non è venuto fuori quello che poi lei mi ha spiegato: mook in friulano significa "caprone" ed è un termine usato per apostrofare bambini cocciuti e rompiscatole! e che si sentano un pò bambini è indubbio, guardando i loro oggetti e in generale l'estetica dei loro prodotti che, dalle stampe agli assemblaggi, dicono chiaramente della loro voglia di giocare.


mook

infatti nell'intervista che vi ho linkato, entrambi dichiarano che ciò che interessa loro raccontare è il gioco come metodo progettuale. la capacità di giocare nei bambini, l’uso della fantasia come indagine del mondo. far di questo un lavoro. mi pare un assunto del tutto condivisibile!

in origine francesca nasce come illustratrice per l'infanzia laureata in storia medievale, mentre carlo viene dall'incisione calcografica. poi, come mi ha detto francesca, le due dimensioni non gli sono bastate più e sono approdati all'assemblaggio di materiali di recupero, per lo più legno e ferro, che hanno imparato a lavorare da autodidatti. ad oggi si sono occupati anche dell' allestimento interno della unicredit tower di milano


mook

hanno allestito mostre (queste sono per il museo delle arti e tradizioni popolari di roma)
mook


mook

mook

 si occupano di grafica (queste sono le illustrazioni del libro per bambini "assaggiando il mondo" ed sinnos)


mook

mook

realizzano oggetti d'uso 


mook
e curano anche laboratori per bambini. se vivessi a roma ci porterei i miei!

voglio chiudere questo post, che mi ha fatto scorazzare ancora un pò in mezzo a questi oggetti magici, con un pezzo dell'intervista, che mi sembra racchiuda il senso del fascino che loro subiscono dai materiali e da cui quindi possono nascere queste opere: 


Cosa cercate in un materiale? Quando un oggetto suscita la vostra curiosità?
C - La storia, la memoria, la naturalità del tempo che passa. Vedere in un oggetto, in un prodotto della società civile e della sua cultura, il tempo che passa e i segni che lascia e quindi quanto quell’oggetto d’uso quotidiano assuma con il tempo un aspetto quasi naturale, come la natura si riappropria della materia.

domenica 5 gennaio 2014

design di recupero / i cassetti di franziska wodicka e quelli di rupert blanchard

cercavo qualcosa, qualche idea divertente adatta al nostro ingresso, ma giravo abbastanza alla cieca cercando più che una cosa in particolare qualunque cosa mi ispirasse. 
e ho trovato loro. 
prima franziska wodicka, tedesca, che con il suo marchio SchubLaden (che significa per l'appunto 'cassetti') ha deciso di dedicare il suo tempo al recupero di cassetti provenienti da vecchi armadi, credenze o archivi e a riassemblarli in oggetti moderni e divertenti. anche estremamente belli secondo me, che sono affascinata dalle mescolanze in genere e dalla sensazione di calore che possiede ogni oggetto 'già usato'.








poi luirupert blanchardinglese, che in realtà non usa solo cassetti per i suoi mobili "nuovi", ma anche ante, imballaggi di legno, vecchie locandine.








lei con un design più pulito e, assurdo a dirsi, rigoroso, perchè inserisce i suoi cassetti anche 'usuratelli' in strutture essenziali, quasi eteree mi sembrano nel connubio perfetto tra il nuovo e il vecchio.
lui più "falegnamiello", come si direbbe dalle mie parti, ossia più "grossolano" (ovviamente denota uno stile e non un'incapacità!), perchè cerca forme meno perfette in cui il sapore del recupero sia il prevalente.
comunque tutti e due mi hanno fatto emozionare. cose come queste, secondo me, sono il vero nuovo.
... e adesso non mi resta che andare alla ricerca di vecchi cassetti per il mio ingresso!

giovedì 31 ottobre 2013

nuovi arrivi a casa mia

ben due in due giorni, sono emozionata!
il primo è un quadro, il primo quadro d'artista comprato in vita mia. vi ricordate il post che scrissi su quella pittrice che dipingeva sui fogli di libri antichi, lisa occhipinti? ecco, è suo! 
mi sono informata scrivendole una mail per capire intorno a che cifre si aggiravano le sue opere e capire se potevo permettermi qualcosa. tra quelle compatibili con il mio budget ce n'erano tre che mi piacevano (trigger, realease e part one life) ma i primi due erano appena stati venduti, quindi la scelta è stata più facile!
ha impiegato un pò ad arrivare dagli stati uniti, ovviamente per colpa delle poste italiane perchè alla dogana è arrivato in 7 giorni, poi da milano a qui c'ha impiegato 26 giorni! non vi racconto dell'ansia che avevo e delle telefonate bisettimanali che facevo in dogana (scoprendo dopo due settimane che parlavo con l'ufficio "raccomandate" e non "pacchi", e questi non mi avevano detto niente!).
comunque, adesso è appoggiato temporaneamente su un mobile in attesa di trovare il suo posto. non sarà facile decidere, le pareti sono tutte indistintamente vuote e giganti e lui è una tela 30x30... quasi ogni mattina lo sposto qua e là per farmi un'idea e mi domando: lo metto in una parte più vuota o dove già si è creato un angoletto, come questo? che mi consigliate voi?




il secondo arrivo è uno scuro antico. l'ho recuperato da una signora che, per me follemente, stava buttando tutti i vecchi infissi di casa. ce n'erano una decina, ma date le dimensioni (230 x 60cm) mi sono limitata a prenderne uno, anche perchè ancora non sapevo bene che farci. adesso ho deciso che diventerà il mio piano di lavoro per tutte le attività non legate al computer, in uno spazio davanti camera nostra già pensato per essere un piccolo laboratorio. ci poggerò su una lastra di plexiglass per appianare i dislivelli delle cornici e come piedi l'idea sarebbe farmi fare dei semplici riquadri di ferro ma penso che per ora ci metterò dei cavalletti e poi si vedrà.


già sono felice che piano piano, cercando proprio quello che ci piace, la nostra casa prende forma!

venerdì 2 agosto 2013

buone vacanze!

partiamo! finalmente partiamo!
questo caldo tropicale cominciava a mettermi a dura prova, ma finalmente è arrivato il momento di mollare la città e immergersi in acque fresche...

ieri, proprio per la partenza prossima, ci è venuto un bisogno impellente: "mamma mi fai un mostrino, così dormo con lui nella casa nuova?"
matteo non ha mai voluto peluches o pupazzi, per cui questa richiesta mi è sembrata in un certo senso importante! 
e così ci siamo messi a decidere: da quale maglietta tagliamo una manica? e da quale collana sfiliamo due pietre? e da quale altro vecchio vestito tagliamo delle forme per fare la bocca?
fatto ciò, matteo mi ha mostrato un mostriciattolo che aveva visto sempre sul libro di valentina (riciclattoli). voleva che avesse le gambe corte e le orecchie lunghe da coniglio, proprio come quello. quello di valentina nasceva da un calzino, ma alla fine il procedimento è stato grossomodo simile: 


  ho ritagliato il polso a forma di gambette, le ho cucite (al rovescio) e poi ho imbottito tutto con pezzetti di un vecchio copridivano. da un altro pezzo della maglietta ho ritagliato le orecchie, cucite e imbottite entrambe. poi posizionate sulla futura testa e cucito tutto. 



mi dispiace di non avere foto del procedimento ma non è che fossi proprio rilassatissima mentre facevo questo bel mostrino, perchè in verità avrei dovuto fare circa altre 300 cose per prepararci a partire..., ma vi assicuro che è stato molto semplice, e pure divertente!

comunque, questo post è per salutarvi. sarò lontana dai blog (il mio e i vostri) per un pò, per lo meno in maniera attiva anche se un portatile ce lo porteremo, e voglio augurare a chi parte buone vacanze e a chi resta di non soffrire troppo il caldo e di trovare comunque qualcosa di bello da fare!
i miei saluti sono delle illustrazioni, che amo molto,
come questo dipinto di georgia o'keefe, di cui purtroppo non trovo più il titolo

geogia o'keefe

o questo disegno che si intitola "primo bagno" di una ragazza che si chiama roberta ragona (www.tostoini.it). mi piace questa bambina "attraversata" dal mare.

www.tostoini.it

questo disegno è di louise bourgeois, si intitola "throbbing pulse" (battito pulsante) e pensate che è del 1944...io lo trovo bellissimo, con un tratto di una semplicità ultra moderna!
louise bourgeois
e poi questo tenero omino nel suo piccolo mare...
si intitola "bottle and boat" ed è di michael leuning
(in vendita su http://chrysalis.com.au/Artwork-Leunig-Bottleandboat-1209.htm)


ci leggiamo a ritorno!

sabato 1 giugno 2013

riciclo ad arte / le opere di lisa occhipinti

opera di lisa occhipinti
c'è riciclo e riciclo, ovvero ci sono diversi modi di utilizzare oggetti che hanno perso la loro funzione originaria: si possono creare cose "utili", che trovano cioè una loro seconda funzione (come giochi, mobili, lampade, oggetti d'arredo, gioielli, borse), oppure oggetti d'arte, oggetti il cui valore di riutilizzo è votato alla bellezza pura e semplice e l'oggetto riciclato non si trasforma semplicemente, ma in qualche modo si erge a icona di ciò che era stato.

è questo il caso di lisa occhipinti, che realizza le sue opere da vecchi libri, soprattutto antichi, dalle loro pagine e dalle copertine, piegando, ritagliando, sovrapponendo, arrotolando, aprendo, incollando o scollando.

opere di lisa occhipinti

opere di lisa occhipinti
trovo bellissimi questi libri in sospensione, d'altra parte i libri, proprio come oggetti, mi piacciono moltissimo, e forse è il motivo per cui mi ha colpito molto l'opera di questa artista. mi piace come maneggia questa carta così impreziosita dal tempo, come la fa muovere e come la trasforma.

come la utilizza da base per dipinti
opere di lisa occhipinti
opere di lisa occhipinti


come la strappa selezionandone dettagli

opere di lisa occhipinti



come assembla tomi per intero

opere di lisa occhipinti




o soltanto le copertine

opere di lisa occhipinti

le trovo tutte meravigliose!

se volete, oltre al suo sito che vi ho linkato sopra, potete vedere qualcos'altro sulla sua pagina facebook o su tumblr