mercoledì 10 aprile 2013

le impronte dei bambini - 10/52 - all'incirca giardinaggio...


prime giornate di primavera? si fa giardinaggio, ...ognuno a modo suo, ovviamente!!


voglio anche ringraziare claudia (casadimamma) e drusilla (mammeneldeserto) che in settimana hanno menzionato questo blog tra i 15 "giovani" (non per età del blogger, purtroppo!) che preferiscono. grazie! io non sapevo nemmeno che mi conosceste!
queste menzioni mi fanno felice per il semplice fatto che in rete è difficile capire dove arrivi e se ci arrivi, ovvero se riesci a trasmettere qualcosa! nella società reale ci guardiamo negli occhi quando parliamo, e ascoltiamo il tono delle nostre voci.....sono cose su cui faccio parecchio affidamento in genere! e così...grazie!

domenica 7 aprile 2013

il genio di bruno munari - parte I



C'è sempre qualche vecchia signora che affronta un bambino facendo delle smorfie da far paura e dicendo delle stupidaggini con un linguaggio informale pieno di cicci, di cocco e di piciupaciu. Di solito i bambini guardano con molta severità queste persone che sono invecchiate invano; non capiscono cosa vogliono e tornano ai loro giochi, giochi semplici e molto seri, nei quali sono completamente impegnati.
(da  "arte come mestiere" -  laterza - pag. 97)


ho conosciuto bruno munari verso la fine dell'università ed è stata una di quelle scoperte in grado di cambiarti la prospettiva sulle cose, quello che succede quando incontri qualcuno il cui pensiero è già in sintonia con qualcosa che ti appartiene: la sua logica, la sua etica, la sua voglia di semplificare e di osservare con obbiettività e limpidezza l'uomo (e il bambino in quanto pre-uomo)  con le sue abitudini di vita. 



bruno munari è stato un designer, ma non solo. 
ha progettato mobili, lampade, oggetti d'arredo, persino un posacenere. ma è stato anche un artista nel senso più classico del termine (a fianco del movimento futurista), è stato un grafico e si è occupato, mettendo insieme tutte queste attitudini, dell'infanzia. 
ha creato giochi, libri, mobili e negli anni Settanta ha anche organizzato dei laboratori di arte visiva per bambini ("giocare con l'arte"), che oggi fanno parte di quello che si definisce "metodo munari". 

nel suo pensiero, intervenire sul mondo dei bambini è il modo migliore per arrivare ad una società i cui individui siano felici, e  la creatività è una parte sostanziale del percorso verso la felicità.
a questo proposito, riferendosi a chi progetta giochi e giocattoli, scrive un passo molto interessante, utile secondo me anche a chi non è del mestiere, perchè aiuta a capire la logica e l'importanza del gioco per i bambini.

è questo:

Un altro modo di progettare un gioco o un giocattolo è invece quello di considerare di produrre qualcosa che sia utile alla crescita individuale, senza naturalmente dimenticare un giusto profitto per l'impresa.
Che cosa può essere utile, ci si può chiedere, alla crescita di un individuo in formazione come un bambino? Qualcosa che gli dia, attraverso il gioco, delle informazioni che gli potranno servire quando sarà adulto. Sappiamo tutti che quello che un bambino memorizza nella tenera età, gli resterà poi per tutta la vita. E' così che possiamo aiutare a formare individui creativi e non ripetitivi, individui con una mente elastica e pronta a risolvere ogni problema che l'individuo può incontrare nella vita: da quello di trovare un lavoro, a quello di progettare la propria casa di abitazione, a quello di educare i propri figli. Un individuo capace di capire ogni forma d'arte, capace di comunicare verbalmente e visivamente, capace di comportamento sociale equilibrato.
Tutto ciò si può ottenere se il bambino gioca, già a tre anni, con dei giochi o giocattoli giusti. A tre anni il bambino sta memorizzando il frutto delle sue esperienze sensoriali sull'ambiente che lo circonda. I suoi recettori sensoriali sono tutti simultaneamente aperti: egli ha una sensazione globale dell'ambiente nel quale vive. Egli incomincia a conoscere le forme e i colori delle cose, attraverso il tatto egli impara a distinguere le cose morbide da quelle dure, quelle lisce da quelle ruvide, quelle elastiche da quelle rigide... Egli non sa ancora i nomi di queste qualità, ma già le ha vissute nella sua quotidiana esperienza. Egli sa quello che punge e quello che scotta, vuol bene alla mamma perchè, nel periodo in cui si nutriva di lei, ha avuto sempre delle sensazioni di morbidezza e un certo profumino (che poi cercherà di prolungare nel pezzo di tessuto che terrà sempre in mano come Linus). Ha avuto anche sensazioni di calore o di freddo o di fresco, conosce il vento e la neve, la pioggia e la nebbia, la luce e il buio.
Nel suo cervello, come in un computer, tutto è memorizzato per tutta la sua vita. Al momento opportuno, a qualunque età, di fronte a qualcosa di sconosciuto, cercherà una relazione con quello che sa, per poter capire.
Una giusta memorizzazione di dati, al momento opportuno, aiuta a vivere meglio, dà le informazioni utili al momento giusto. Un individuo creativo è un individuo completo, non ha bisogno di tanti esperti per risolvere i suoi problemi.
Un designer può quindi progettare un gioco o un giocattolo che comunichi al bambino, all'uomo in formazione, il massimo compatibile di informazioni e, nello stesso tempo uno strumento per la formazione di una mente elastica e dinamica; non statica, ripetitiva, fossilizzata. 
(da  "Da cosa nasce cosa" - Laterza - pag. 240)


partendo da questi presupposti, munari dedica grossa parte della sua attenzione e produzione al mondo dei bambini, ed in realtà, anche quando non vi si dedica apertamente, molti dei suoi progetti assomigliano a  giochi, magari non sempre nell'utilizzo ma certamente nell'interpretazione e nella logica del progetto. 
il suo approccio è sempre un approccio "originale", quasi infantile, che cerca nelle cose la loro essenziale semplicità. questo mi piace molto di lui: che attraverso il gioco, eretto quasi a metodo, indaghi anche gli aspetti "seri" del vivere degli individui, affrontando seriamente progetti paradossali e "giocosi",  proprio come fa un bambino quando si impegna e si concentra in quello che per noi "è solo un gioco"
mi vengono in mente per esempio la serie delle "macchine inutili" - lavori di arte cinetica - o le sculture da viaggio (cartoncini piegati e tagliati che creano delle sculture portatili per abbellire le anonime stanze d'albergo), o anche la "sedia per visite brevissime" con la seduta inclinata.




sono molto affascinata dal lavoro di munari e ho deciso di scrivere questo post proprio perchè penso che le sue idee sulla creatività, sulla formazione di esseri umani più felici e sul rispetto della capacità espressiva di ognuno di noi, siano alla base anche del nostro mestiere di mamme. prova ne sono anche i guest post (qui e qui) di silvia / mammabook, attraverso i quali cerca di indagare il rapporto tra l'arte e i bambini.


i laboratori di arte visiva per bambini:

questi laboratori avevano l'idea di avvicinare i bambini all'arte, utilizzata però come strumento conoscitivo e non come oggetto della conoscenza
utilizzando riproduzioni di alcune opere d'arte, munari intendeva insegnare loro "come si guarda un'opera, piuttosto che leggerne solo il contenuto o il messaggio. L'arte visiva va sperimentata: le parole si dimenticano, l'esperienza no. Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco".   (cit. dal sito brunomunari.it)

questo è ciò che scrive munari a proposito del suo primo "esperimento" di laboratorio:

Non è un semplice "parcheggio", dove i bambini possono giocare con pennelli e tempere, "liberi di fare quello che vogliono avendo davanti agli occhi le riproduzioni delle opere esposte nel museo"... (libertà che è un abbandonarli all'imitazione) e nemmeno soltanto un "raccontare" le opere d'arte...
Nei laboratori "si gioca all'arte visiva", si sperimentano tecniche e regole ricavate dalle opere d'arte di ogni epoca, trasformate in giochi. 
(da "il laboratorio dei bambini a brera" - di bruno munari)



vi suggerisco questa pagina, molto interessante e ben scritta, se vi va di approfondire il metodo munari.

data la mole di questo post, lo divido in due parti. questa è una panoramica sul suo pensiero. seguirà il post con i giochi che ha ideato e i libri per bambini che ha scritto!
spero che vi sembri interessantissimo come lo è per me!!
a presto


mercoledì 3 aprile 2013

giochi di osservazione

prima di partire per questi giorni di vacanza avevamo fatto un giro in libreria, dalla quale siamo usciti carichi di meraviglie! meraviglie quasi tutte bambinesche, tanto che quando alla cassa è saltato fuori anche un libro di Zygmunt Bauman (sociologo e filosofo polacco), il commesso stava per metterlo via: non era in tema!
tra le tante cose, abbiamo preso una scatolina piena di schede con cui fare dei giochi per così dire "statici", adatti per esempio ad un viaggio o a pomeriggi di pioggia. questa doppia utilità mi è sembrato che calzasse a pennello con la situazione! ce n'erano di diversi tipi, io ho scelto quella dei "giochi di osservazione" che mi sembravano i più adatti a un bambino di 4 anni, e anche se la confezione riporta come età consigliata 6+, è stato un vero successo!


la casa editrice è la usborne e ha in catalogo anche altri tipi di giochi a schede (di memoria, con i numeri, con le parole e molti altri). 
il nostro (ma credo anche gli altri) è composto da 50 cartoncini plastificati e un pennarello "usa e cancella". i giochi sono dei più svariati, dal trovare le differenze tra due immagini simili, completare un disegno fatto per metà, contare oggetti, trovare percorsi. 
la grafica e le illustrazioni sono molto carine, i giochi quasi tutti adatti ad un bambino di 4 anni che però, devo dire,  già solo per il fatto di poter scrivere e poi cancellare col dito....era felicissimo!

mercoledì 27 marzo 2013

pasqua bagnata pasqua fortunata?!


non è propriamente una colomba...però è bianco, e quello che ha in bocca non è un rametto di ulivo...! però mi piaceva quest'immagine (nota bene: ha anche gli stivali da pioggia!), per augurare a tutti voi una buona pasqua e soprattutto dei giorni felici, sereni, senza fretta e da godervi con tutti gli "accessori" che desiderate! purtroppo mi sa che fra questi non sarà soddisfatto il bel tempo... ma pazienza! sono così felice che domani partiamo, era da tanto che non ci muovevamo un pò (benedetta austerity!) e poi andremo a trovare delle persone a cui vogliamo molto bene ma che, per questioni di distanza, non vediamo mai. e, in pratica per la prima volta, i bimbi delle nostre due famiglie giocheranno insieme, e pian piano cominceranno a sentirsi anche loro "famiglia"!
so che c'è una caccia al tesoro che ci aspetta...e già solo questo mi sembra fantastico!

lunedì 25 marzo 2013

l'asilo, i capricci e altre riflessioni



era da qualche giorno che pensavo all'argomento, perché qui siamo nel pieno della rabbia da "abbandono all'asilo", e - come mi capita sempre nei momenti topici - ho la testa piena  di domande, timori e riflessioni sul mio comportamento.
poi qualche giorno fa ho letto anche un post di silvia /mammabook, che toccava l'argomento "inizio dell'asilo" e così mi sono ritrovata a scrivere.
la mia situazione è forse aggravata dal fatto che pietro ha 2 ANNI (detti anche "I TEMIBILI 2"!) ed ha cominciato l'asilo proprio quando li ha compiuti, quindi l'effetto è ...una bomba!

nessuna scenata per andare a scuola. nessun pianto al momento dei saluti. e un grande grandissimo abbraccio quando lo vado a prendere. ma poi, al momento di mettere la giacca e andarcene, inizia la mia giornata di passione (nel senso cristiano del termine)!
giacca si, giacca no. scappa, ritorna. si arrabbia. sghignazza. urla. 

all'inizio ho cercato di prenderla con le buone. anche perché capisco che si tratta di un momento difficile per loro: di grandi scoperte ma anche di grande incertezza: cos'è il mondo senza mamma vicino? cosa perdo nel rapporto con lei e a cosa mi porterà questa nuova autonomia? 
per questo motivo potevamo stare anche mezz'ora lì nell'ingresso, con lui che scappava e si nascondeva ed io che facevo la vaga: lo chiamavo, ci giocavo, mi distraevo (fingevo, quando mi stava per salire troppo il nervoso!). ci sono state anche diverse scenette con le maestre, tipo "allora mamma se ne va? tu resti qui?" e lì pianti e urla! ma comunque inutili, perché non appena finiva la scenetta, di nuovo giacca si giacca no!

dopo un pò di giorni, dato che mi sembrava di non sortire proprio alcun effetto - tranne farmi la croce con la mano storta (scusate ma a volte il napoletano mi sembra il più calzante!) ogni volta che dovevo andarlo a prendere e, diciamo... predispormi male al proseguimento della giornata insieme! - ho deciso che la pazienza era stata sufficiente, che adesso era arrivato il momento di fargli capire che il gioco era durato abbastanza. per cui polso di ferro: se non ti vuoi mettere la giacca ti dico che mi fai dispiacere. a te non te ne passa per l'anticamera per cui continui a trovare sistemi per giocherellare. io ti guardo e resto muta. mi avvicino e tento di infilartela (ostentando molta calma e sicurezza...), ma ovviamente tu non aspettavi altro: e via di nuovo con "scappo, mi nascondo". a quel punto, fermezza. infilo coercitivamente la giacca e, tra i suoi capricci, usciamo. se anche per scendere le scale inizia "un balletto" lo prendo in braccio e vado. 
vi dico subito che questa seconda tappa è durata solo due giorni, perché al secondo giorno, dopo averlo portato in braccio per le scale, averlo portato in braccio per tutta la strada (circa 500 m per 16 kg) e portato in braccio su fino a casa (terzo piano senza ascensore di un palazzo antico, quindi aaalto!), ho capito che era proprio fisicamente che non potevo reggere questo andazzo, oltre alla tristezza di tenerlo in braccio mentre si dibatteva.

e allora? che faccio? mica si può vivere a lungo così! con questa rabbia perenne, la sua, che rischiava di diventare anche la mia!
ho cominciato a riflettere un pò più dettagliatamente sulla questione, senza soffermarmi solo sulla vicenda "asilo" ma cercando di ricordare bene lui come sta durante la giornata, che cosa mi chiede. e io che risposte gli dò. 
è arrabbiato anche quando si sveglia dal pisolino. magari il primo sguardo è sorridente, ma dura un attimo. poi torna la cupezza, il pianto, l'arrabbiatura. e, nonostante entri nella sua stanza con un grande sorriso e con le mani tese già dalla porta verso di lui, nessun cambiamento.

solo due cose sapevo: che i capricci, in qualsiasi momento e per qualsiasi ragione, andavano arginati, ignorandoli completamente fino alla fine; è vero che li faceva per un disagio, per una paura, ma doveva capire che quello non era un modo accettabile per chiedere nulla. 
la seconda cosa di cui ero certa era che per questo disagio e questa paura gli serviva aiuto. il messaggio che doveva arrivargli era: lo so che è un momento difficile e che sei arrabbiato e impaurito, ma fare i capricci non serve, ci rende solo più tristi, e quindi io non posso capirti. ti aiuterò comunque, sostenendoti in tutti gli altri momenti con maggiore attenzione, maggiore tempo, maggiore empatia.

negli ultimi due giorni credo di poter dire che ci sono riuscita. sono due giorni infatti che il ritorno da scuola è tranquillo e sereno. che si sveglia di buon umore, che è più affettuoso, quasi per nulla (o forse proprio per nulla!) capriccioso, e che insomma stiamo bene insieme, in quell'armonia che dà una grande leggerezza.
ho capito che matteo, essendo il più grande, forse è il più ascoltato. semplicemente per il fatto che parla di più e più a lungo. che i giochi li stabilisce quasi sempre lui, e che in effetti pietro è sempre il secondo un pò in tutto. mi intenerisce molto vedere con quanta costanza pietro tenda ad imitare il fratello: ogni suo modo, ogni suo gesto, ogni suo gioco. lo so che è tipico dei fratelli più piccoli imitare il grande, ma non so perchè ad un certo punto ha cominciato a risuonarmi male, a farmi pensare che forse anche questo bisogno poteva nascondere qualcosa.
l'ho ascoltato. in ogni momento guardandolo negli occhi. gli ho chiesto a cosa volesse giocare e se il gioco invece lo proponeva matteo gli stavo vicino per permettergli di giocare a "pari livello". l'ho coccolato di più, l'ho baciato di più e sono stata più indulgente su alcune richieste (come il terzo biberon a letto!!) perchè credo che quelle fossero ancora richieste, seppure più miti, di conferma di me. penso che questo faccia bene anche a matteo, che gli insegni ad aspettare e a partecipare di più anche nelle cose non proposte da lui, perchè è importante anche per lui crescere in un equilibrio di ruoli, a volte protagonista, altre spalla!

con questa idea, di maggiore comunione, ho voluto proporre loro un gioco che ci mettesse gomito a gomito rendendoci tutti e tre protagonisti! la mattina, mentre erano a scuola, ho fatto su vari fogli bianchi dei piccoli disegni confinati in un angolo del foglio. un laghetto, un gelataio, tre animali, un parco giochi. poi in camera loro ho attaccato a terra dei giornali vecchi creando un bel tappetone. quello che volevo era poterci stendere tutti e tre su quel tappeto con i colori per le dita a disposizione e ognuno con il suo indice colorato sarebbe stato un omino dentro quei fogli, che poteva andare a guardare le anatre e poi venirgli la voglia di giocare a palla vicino al laghetto. oppure farsi un grande gelato, con tutti i gusti che voleva, al chiosco dei gelati. oppure sfidare il leone in un feroce combattimento! e tutti e tre partecipavamo alle storie degli altri. è stato divertente. vederli stupiti e ancora ignari davanti a tutti quei giornali attaccati sul pavimento, e giocare insieme su quei fogli che da bianchi sono diventati quasi un'unica macchia di colori (è per questo che non ve li mostro)! in verità speravo che sarebbero state più riconoscibili le impronte dei polpasterlli, i percorsi e i disegni vari, ne avrei fatto un quadretto!

insomma, speriamo che duri!
anche perchè oggi invece c'è stata maretta! io non mi sentivo molto bene ed ero stanca. armando è stato impegnato tutta la mattina a fare un lavoro sul terrazzo, quindi ero da sola tra i due e la casa totalmente a soqquadro dopo ieri che siamo stati fuori tutto il giorno e che quindi era rimasta come venerdi. 
e non ha regnato un ottimo umore: io andavo un pò fuggendo e pietro ha cominciato, come da copione, a capricciare un pò su tutto il possibile.
poi però nel pomeriggio ho dormito e quindi, più riposata, forse sono riuscita a recuperare terreno! speriamo bene...domani è lunedi!

domenica 24 marzo 2013

le impronte dei bambini - 9/52 - gli amici del bagnetto



ci sono mamme che poi li rimettono a posto. da noi invece la loro casa rimane il bordo vasca fino al bagnetto successivo, fin quando tutti verranno fatti saltare giù dal trampolino, e lavati, annegati, riempiti e poi fatti spruzzare! un'allegra famiglia piuttosto eterogenea che oramai non aspetta altro che l'ora del bagno!

martedì 19 marzo 2013

le creazioni di un'amica

quando ho scoperto che aveva aperto un blog (MiniMANIeIO), mi sono subito incuriosita! ci conosciamo dai tempi dell'università, anche se ci siamo frequentate sempre "di striscio", amiche di amici. 
i suoi disegni riflettono quello che a pelle ho percepito di lei nel tempo: sono ironici e "svolazzanti": li trovo bellissimi, soprattutto pensando che li realizza con la figlia, (4/5enne). 
...è grande la maternità!

prodotto di MiniMANIeIO

prodotto di MiniMANIeIO

prodotto di MiniMANIeIO

prodotto di MiniMANIeIO

prodotto di MiniMANIeIO