martedì 19 marzo 2013

dare senso

fotografio: bernard plossu

"La vita non ha senso a priori.
Prima che voi la viviate, la vita di per sé non è nulla; sta a voi darle un senso, e il valore non è altro che il senso che sceglierete".

Jean-Paul Sartre

domenica 17 marzo 2013

tomità: il nano e la bieta

chi non è campano forse si starà chiedendo che diamine significa "tomità". 
non sono sicura che non sia italiano, ma ho fatto una rapida ricerca e parrebbe di no (ho ritrovato anche la famosa frase di totò "tomo tomo cacchio cacchio", presente?).
comunque, per fugare i dubbi, tento di spiegarlo. in effetti, come per molte espressioni napoletane, mi è difficile trovare un sinonimo. direi che "tomo" è chi non si accorge che le sue azioni possono risultare quanto meno singolari ed è imperturbabile nell'agirle. (filibustiera, se ti viene in mente una spiegazione migliore...)

pietro, il mio piccolo duenne, è nel pieno della fase di sperimentazione del gusto: assaggia tutto, vuole tutto, mangia tutto (quasi). 
poi cambierà, lo so, e diventerà l'investigatore con vista a raggi X per ogni pezzettino che può sembrare verde, ogni filetto, ogni pellicina, ogni semino..... sono fasi, lo so: tutta sperimentazione a diversi livelli.
e così pietro passa dalle olive, al taleggio, ai peperoni crudi, al salame, alle patatine al chili. vorace, con dei bei bocconi e gli immancabili bis. assaggia con aria concentrata, attento ad assaporare bene e capire. poi in genere ti guarda ed esprime il suo verdetto, che di solito è  "tola", cioè "ancora". e così un altro alimento è andato!
qualche sera fa è stata la volta delle biete. 
biete preparate per un adulto, quindi con olio e limone, non una pappina informe come ne ha mangiate tante. 
armando gli arrotola un boccone attorno alla forchetta e glielo porge. 
mi sembrava un pò troppo grande, soprattutto perchè la bieta è filamentosa e lunga, quindi può facilmente andare di traverso se non viene ben masticata. comunque non dico niente (forse incoscientemente, ma non ho mai avuto questi timori coi miei figli pensando che non trasmettere paure li aiuti ad imparare ad autoregolarsi - so che molti mi daranno della folle!). 
pietro si fionda sul boccone, come al solito. 
non capiamo ancora dalla sua espressione se gli è piaciuta oppure no, la mastica e forse ci pensa. 
dopo un attimo colpi di tosse, l'espressione da conati di vomito e finalmente butta fuori il boccone molliccio e illiquidito. 
noi lo guardiamo un pò in apprensione: per capire come sta, se ha sputato tutto, se è passata. lui ci guarda con la faccia di nuovo concentrata (la responsabilità del giudizio!) e asserisce: "no, no piaze etto" (no, non mi piace questo), e tranquillamente, come se nulla fosse, se ne torna a giocare.
ci è venuto da ridere!

venerdì 15 marzo 2013

le impronte dei bambini - 8/52 - alla fine della giornata


alla fine della giornata, quando loro oramai dormono, ogni cosa si è come congelata. 
fino ad un attimo prima, palloncini continuavano a balzare per aria, serpenti di gomma erano lanciati come fionde, coccodrilli da passeggio venivano trascinati in velocissime corse piene di curve e sbandate, macchinine perlustravano qualsiasi superficie orizzontale e verticale e certi supereroi continuavano a salvare il mondo.
poi, è l'ora di andare a letto. ci svestiamo, prepariamo il latte. tutti si fermano dov'erano capitati un secondo prima e i supereroi possono finalmente riposare. domani si ricomincia!

lunedì 11 marzo 2013

gioco anti-crisi!

queste ultime due settimane sono state riempite da febbri e tossi. una settimana il piccolo e questa il grande...per non scontentare nessuno! e ovviamente la mamma è in reclusione forzata con rischio di esaurimento nervoso! e dopo la giornata di ieri, alla quale si è aggiunto un leggerissimo diverbio col dolcissimo compagno (...) che poverino anche lui risentiva di un pò di stanchezza, oggi -  temibile lunedi - ho pensato che se avessi continuato a dare spazio alla mia intolleranza qualcuno sarebbe volato giù dalla finestra, ...meglio di no (saggezza delle madri!) e così ho pensato di fare qualcosa con le mani insieme a loro, che come si sa scarica il nervosismo, di tutti!
mi sono ricordata di un gioco divertente proposto da giada (quandofuoripiove.com): il mostro gnam, e ho pensato...quasi quasi questo è il gioco giusto: si ritaglia e si dipinge, è grande (cosa molto importante per stupire!) ed il gioco connesso è di movimento: perfetto! quello di giada è molto più bello, io l'ho lasciato ideare da matteo (che ha fatto uno schizzo poi riportato da me sul cartone) e dipingere a entrambi. però è simpatico, anche se le sopracciglia inarcate dovrebbero suggerire che è arrabbiato (anche questo un desiderio di matteo). ci ha tenuti impegnati parte della mattina e parte del pomeriggio e poi abbiamo giocato: finalmente di nuovo sorrisi e atmosfera rilassata!
grazie giada!


si ritaglia la sagoma di un mostro con la bocca aperta bella grande, così che lanciarci dentro le palline non sia un'impresa troppo improba! colore e poi sul retro si attacca una scatola che raccolga le palline ma aiuti anche il mostro a stare in piedi, e il gioco è pronto. un suggerimento per chi volesse rifarlo: scegliete prima la scatola e poi disegnate il mostro perchè è importante che l'apertura della scatola sia tale da poggiare a terra e contemporaneamente occupare tutta la bocca aperta.
buon divertimento!

venerdì 8 marzo 2013

le impronte dei bambini - 7/52 - bagno con foglie


quante cose raccolgono in giro e da cui non vogliono separarsi!
queste foglie le abbiamo raccolte al parco, l'unico giorno di bel tempo che c'è stato questa settimana, martedi.  raccolte insieme ad un sacco di pietre che solo per portarle a casa è stata una faticata (tra borsa mia, borsa per il parco, zainetti di scuola e 2 nani...). 
per fortuna le pietre sono state scelte per essere dipinte e le foglie per farci il bagno, il contrario mi avrebbe creato qualche problema!

approfitto di questo post per ringraziare caterina del blog "il prato delle margherite", e francesca e maria grazia del blog "creazioni ice" che mi hanno onorato premiando questo blog. sono felice di riuscire a trasmettere cose positive e interessanti per qualcuno, la vita in rete è assai strana: affascinante ma molto virtuale! grazie ancora ragazze!

lunedì 4 marzo 2013

un muro da cornice

come ho detto più volte, è da poco tempo che viviamo in questa casa.
ci siamo trasferiti qui quando il piccolo aveva 4 mesi ed il grande 2 anni, quindi sistemarsi non è stata una cosa facile: le loro necessità tante ed il tempo poco....la solita storia, insomma! 
quindi viviamo ancora in una casa poco "guarnita", in cui abbiamo prediletto la funzionalità per poterci vivere ma l'aspetto decorativo, per così dire, è ancora scarsetto. per intenderci, oltre ad avere come porte solo quelle dei bagni, le lampadine sono ancora semplicemente appese al loro filo ed i mobili (quelli che ci sono) sono un pò di risulta (come armadio usiamo un vecchio schedario da ufficio). in tutto questo ovviamente non c'è neanche mezzo quadro, o stampa, o foto o...

quando ho iniziato questo blog, mi piaceva l'idea di creare una sezione dove raccontare l'evolversi di questa casa. tutti i piccoli lavori, le idee e le soluzioni pseudo-temporanee (o pseudo-definitive!)  che cerco per farla assomigliare sempre e ancora di più alla "mia casa", per la quale e grazie alla quale sperimento mini-progetti, utili anche a chi come noi non ha un soldo da spenderci ma ha il desiderio di personalizzarla e arricchirla. 

sono dell'idea che i soldi non siano sostanziali per ottenere questo, ma sostanziale diventa il tempo, ahimè! è anche molto divertente cercare soluzioni iper economiche e belle, progettarle, reperire il materiale, ma procediamo molto a rilento su più fronti e non avevo ancora iniziato questa "sezione" del blog (che voglio chiamare "olivella", come il nome della piazzetta in cui viviamo) proprio perchè nessuno dei mini-progetti può dirsi concluso.

nel frattempo però comincio. 
in realtà questo "muro da cornici" ancora non esiste - ovvero esiste il muro, bello nudo, bianco e con le immancabili lampadine appese al filo.


                                                       
si trova nella parte di soppalco che dà sull'ingresso e come si vede è piuttosto lungo (5.60 mt), però poco utilizzabile perchè fa parte di una zona di passaggio stretta. 
che farci quindi con un muro così grande? 
mi è venuta l'idea di riempirlo di fotografie, sostanzialmente di noi 4 ma non per forza. vorrei creare una parete "bella", non solo perchè piena di fotografie che uno si emoziona a riguardare, ma bella anche nell'insieme. una parete che si vede molto spesso da lontano e che può diventare una galleria fotografica ma anche una parete decorata

per ottenere questo penso di:

  • utilizzare cornici tutte dello stesso colore. ho scelto il bianco, o al massimo altri toni neutri come il grigio ghiaccio o il beige molto chiaro, in modo che siano le foto a risaltare e non diventi troppo chiassosa
  • le cornici devono essere tutte diverse, antiche e moderne, con e senza passpartout. 
  • la spaziatura tra le cornici non troppo stretta, sempre per dare respiro alla parete che non vorrei pesante.
  • appendere le cornici  anche abbastanza basse, penso fino a una sessantina di centimetri da terra
  • in ultimo: non scegliere soltanto fotografie di noi, ma anche foto belle che stiano bene nella composizione, ed  piccoli oggetti sempre sugli stessi toni neutri.
ispirazioni trovate in rete:


l'idea di disegnarle sul muro e attaccarci dentro le foto mi aveva stimolato, però poi penso che alla fine le immagini si sarebbero rovinate, impolverate e "storzellate", e la parete sarebbe sempre stata disordinata.





inoltre un vantaggio di questa idea è che mi permette di appendere le foto che amo e che voglio poter riguardare, in una posizione e in un modo che non siano protagoniste. non mi piacciono i portafografie sparsi per casa, non tanto per una questione di gusto quanto di carattere: sono riservata e così mi sentirei troppo in mostra e in imbarazzo!

che ne pensate? accetto consigli e suggerimenti, e spero presto di potervi mostrare l'inizio della nostra!

venerdì 1 marzo 2013

le impronte dei bambini - 6/52 - quello che resta


girano ancora, come per prendere confidenza con lo spazio, i dinosauri.
sabato scorso abbiamo fatto la festa per pietro, e sono arrivati loro. erano in cinque e immediatamente sono stati portati in giro per fargli conoscere la casa e gli altri giochi, soprattutto la tigre e il leone che, chissà perchè, gli erano particolarmente affini!
ma nonostante ogni sera ritornassero nel loro cesto (insieme a tigre e leone ovviamente!), immancabilmente la mattina erano già per casa, nei posti più disparati. immagino che debbano ambientarsi!
anche palloncini e festoni all'ingresso sono una reliquia ancora presente, anche se la ghirlanda di palloncini si sfoltisce ogni giorno...gli stiamo dando un volto con i pennarelli!