chi non è campano forse si starà chiedendo che diamine significa "tomità".
non sono sicura che non sia italiano, ma ho fatto una rapida ricerca e parrebbe di no (ho ritrovato anche la famosa frase di totò "tomo tomo cacchio cacchio", presente?).
comunque, per fugare i dubbi, tento di spiegarlo. in effetti, come per molte espressioni napoletane, mi è difficile trovare un sinonimo. direi che "tomo" è chi non si accorge che le sue azioni possono risultare quanto meno singolari ed è imperturbabile nell'agirle. (filibustiera, se ti viene in mente una spiegazione migliore...)
pietro, il mio piccolo duenne, è nel pieno della fase di sperimentazione del gusto: assaggia tutto, vuole tutto, mangia tutto (quasi).
poi cambierà, lo so, e diventerà l'investigatore con vista a raggi X per ogni pezzettino che può sembrare verde, ogni filetto, ogni pellicina, ogni semino..... sono fasi, lo so: tutta sperimentazione a diversi livelli.
e così pietro passa dalle olive, al taleggio, ai peperoni crudi, al salame, alle patatine al chili. vorace, con dei bei bocconi e gli immancabili bis. assaggia con aria concentrata, attento ad assaporare bene e capire. poi in genere ti guarda ed esprime il suo verdetto, che di solito è "tola", cioè "ancora". e così un altro alimento è andato!
qualche sera fa è stata la volta delle biete.
biete preparate per un adulto, quindi con olio e limone, non una pappina informe come ne ha mangiate tante.
armando gli arrotola un boccone attorno alla forchetta e glielo porge.
mi sembrava un pò troppo grande, soprattutto perchè la bieta è filamentosa e lunga, quindi può facilmente andare di traverso se non viene ben masticata. comunque non dico niente (forse incoscientemente, ma non ho mai avuto questi timori coi miei figli pensando che non trasmettere paure li aiuti ad imparare ad autoregolarsi - so che molti mi daranno della folle!).
pietro si fionda sul boccone, come al solito.
non capiamo ancora dalla sua espressione se gli è piaciuta oppure no, la mastica e forse ci pensa.
dopo un attimo colpi di tosse, l'espressione da conati di vomito e finalmente butta fuori il boccone molliccio e illiquidito.
noi lo guardiamo un pò in apprensione: per capire come sta, se ha sputato tutto, se è passata. lui ci guarda con la faccia di nuovo concentrata (la responsabilità del giudizio!) e asserisce: "no, no piaze etto" (no, non mi piace questo), e tranquillamente, come se nulla fosse, se ne torna a giocare.
ci è venuto da ridere!