venerdì 28 dicembre 2012

e natale è passato...

e quindi, decisamente in ritardo rispetto all'utilità di questo post, posso mostrarvi i miei pacchetti regalo e i segnaposti che ho fatto per il pranzo del 25! Lo scrivo solo ora questo post perchè non volevo anticipare la sorpresa ai miei ospiti e ai destinatari dei miei regali...un pò folle?! il fatto è che considero queste "decorazioni aggiuntive" del natale come altri piccoli regali, la cura nei dettagli dedicati a loro! 
...comunque...



... i pacchetti li ho fatti con carta da imballaggio, uniposca argentato usato per fare dei disegnini sulla carta, e fili di lana colorata. Quelli che vedete qui sono quelli per i bambini, e quindi la lana l'ho fatta girare in un solo verso del pacco (cioè non ho fatto la classica croce) perchè per loro così è più facile spacchettarli (sarà una deformazione professionale, ma la forma segue la funzione!). tutti gli anni noto questa cosa dei bambini, che non riescono ad aprire facilmente il loro anelatissimo regalo perchè non riescono a districare il pacco!!!  
E a proposito di pacchetti e impacchettamenti, anche voi vi ponete il problema con i bambini di non fargli trovare avanzi della carta usata e preoccuparvi di non usare la stessa per i pacchi della befana e quelli di babbo natale? insomma eliminare gli indizi che possano collegarvi con babbo natale/befana?!! Mi sembra che, non so bene a che età, notai che le carte potevano coincidere e cominciai a insospettirmi! Però magari ero più grande dei miei figli adesso...non so... Comunque il mio compagno mi ha rassicurato: dice che lui sapeva che babbo natale e la befana erano sposati!

Questi altri invece sono i segnaposti. Mi è sempre piaciuto il filo di ferro; una volta che litigai con il mio compagno, per proporre una tregua gli feci un mazzo di fiori in filo di ferro.
Per farli ho usato filo di ferro non cotto (cioè quello argenteo e non brunito) che a parità di spessore è più duro e regge meglio la forma, e quadrotti di sughero spessore 1 cm per la base. E ho fatto attenzione a lasciare, prima del nome, un pò di filo libero per infilarlo nella basetta.



La tavola era divertente con tutti questi pennacchi un pò invisibili che svettavano!

sabato 15 dicembre 2012

natale e il nostro albero: questa si che è vita!


Prima di diventare mamma mi piaceva decorare l'albero con un tema. Poteva essere la forma degli oggetti appesi (un anno l'ho decorato con tutti oggetti allungati), il colore (in genere due) oppure il materiale. 

L' accresciuta emozione per il natale da quando ci sono loro, i bambini, mi aveva ingenuamente spinto ancora di più verso la mia fantasia, facendomi immaginare e progettare alberi fantastici, in cui il mio estro ed il mio gusto toccavano vette altissime! Creare un albero bellissimo, allegro, colorato, elegante nella sua semplicità e riuscire a trascinare loro nella realizzazione insieme.
Ai due anni del mio primo figlio mi sono però già scontrata con la realtà: qualunque cosa mi fosse venuta in mente fino a quel momento era improducibile per lui. Ok. Da allora (l'anno scorso) ho ritarato il mio target e invece di pensare come poteva piacere a me, ho iniziato a pensare che cosa poteva divertire a lui. E così ho trovato un bel compromesso: decorazioni pensate per essere realizzate quasi completamente da un bambino di due/tre anni. E sono venute fuori anche cose discrete! 
Ma il mio slancio ha avuto un'altra prova da superare: i bambini non concepiscono i temi.
Per loro, secondo me, è solo una fissazione da adulti. Che significa avere trascorso pomeriggi a dipingere palline di polistirolo, o a disegnare macchinine, trenini, aerei e anche dinosauri su ritagli di cartone, o avere incollato per ore strisce di carta velina sulle palline (poi infiocchetate da mamma)? Quelle sono delle palline "in più",  affinchè la gioia e l'eccitazione dell' appendere finisca il più tardi possibile, e forse anche che il nostro albero sia sempre di più nostro e proprio nostro!
E così dall'anno scorso ho anche abbandonato i temi (che mi piacevano tanto!) guardando mio figlio incredibilmente felice ed emozionato nel decorare l'albero: talmente intenzionato a far durare quel rito il più a lungo possibile che l'anno scorso, oltre ad appendere qualunque tipo di palla/foglietta/catenella/angioletto/stellina che trovava nelle scatole, quando sono finite ha iniziato ad appendere i gancetti di ricambio delle palline! E quest'anno, che ha riproposto lo stesso andazzo, entusiastico e quasi febbrile!, alla mia battuta: "matteo, ma ora ci vuoi appendere pure delle stampelle?!" lui risponde guardandomi appena: "Cosa? No mamma quelle sono troooppo pesanti!"
E così dall'anno scorso i miei alberi sono un pò assurdi, molto eclettici e molto misti! O forse semplicemente nostri. 
Ma vedere quello che vedo negli ultimi due anni mi ripaga del mio gusto frustrato! Quello che vedo nei loro occhi è magico e ritrovo la bellezza nel gesto, oltre che nel risultato. E poi quando  l'ho sentito dire - mentre appendeva palle dorate insieme a sagomine di feltro - "questa si che è vita", l'ho capito ancora di più.



questo non lo appenderò all'albero!


venerdì 14 dicembre 2012

grazie!

questo post è per ringraziare alessia (trimamma), che ha scelto il mio blog come uno dei tre che maggiormente reputa "interessanti" tra quelli più giovani.
sono contenta che questo blog risulti piacevole, che possa interessare o stimolare qualcuno. grazie per la fiducia!

lunedì 10 dicembre 2012

non è un albero di natale

ma una freccia, per indicarvi che finalmente sono riuscita a capire come piazzare dei link sotto il titolo del blog! 
mi sembrava giusto che ci fosse un posto sempre visibile per dare un'idea di me a chiunque arrivi a leggermi. In buona sostanza è il mio primo post, con qualcosa in più.

domenica 9 dicembre 2012

in lutto da rottura dell'hard disk...

E' da parecchio che manco di parole su questo blog, e non perchè non mi ci accosti...infatti continuo a seguire e commentare sui vostri blog e a rispondere ai commenti sul mio. Il fatto è da circa una settimana mi si è rotto il mio preziosissimo hard disk...con dentro tutte le immagini, fotografie, idee...il mio mondo e sto vivendo una specie di rifiuto da lutto...perchè avevo in mente moltissime cose da farvi vedere, progetti o ispirazioni, e adesso, come si dice, sto con un pugno di mosche in mano.
il mio tono è piuttosto calmo perchè ho deciso, nonostante la spesa piuttosto congrua, di contattare la casa madre e avviare la procedura di recupero dati.... mi sono sentita in colpa per molti giorni - spendere tanti soldi per una cosa così - ma alla fine ha vinto la pancia: non posso farne a meno!



queste bellissime palle di carte sono del blog di Pia (come leggete dalla scritta sull'immagine)
e li si possono trovare le indicazioni passo passo per realizzarle

Nel frattempo qualcosa di carino l'ho scaricato e lo condivido con voi. Tutto in tema natalizio ovviamente!
E voi state decorando? quando avrò finito, vi farò vedere i miei risultati...

venerdì 30 novembre 2012

fratellanza

Qualche giorno fa sono andata a prendere Matteo all'asilo insieme al piccolo. Come sempre accade quando lo porto con me, chi ci apre la porta lo invita ad accompagnarlo per andare a chiamare il fratello, ma in genere Pietro è piuttosto scettico: inizia ad avventurarsi all'interno e dopo qualche passo torna indietro non troppo convinto della distanza che ci separa e del dedalo di stanze e corridoi da attraversare. Ma questa volta è andata diversamente: forse perché il fratello era in giardino all'aria aperta quindi uno spazio più invitante e controllabile, dopo qualche iniziale resistenza Pietro si è convinto. La signora lo ha lasciato andare da solo indicandogli dove fosse il fratello e lui si è incamminato. Ha attraversato la porta a vetri, superato da solo tre grossi gradini di pietra (che io avevo le palpitazioni perché non c'era corrimano!), sempre guardando avanti verso il cerchio di bambini seduti che seguivano un piccolo spettacolo. Io, la signora e un'altra mamma lo osservavamo da lontano stupite da tanta determinazione per un bimbo di 1 anno e 10 mesi. Ma lui continuava ad avanzare, forse attratto dai colori dei personaggi travestiti, forse dalla cerchia dei bimbi attenti a guardare seduti sotto gli alberi. Quando è finalmente arrivato, con la sua mini e instabile falcata, ha avuto un attimo di esitazione: non sapeva cosa fare. Una maestra lì ha avvisato Matteo, che ha attraversato il palco ed è andato a prendere il fratellino: lo ha preso per mano e lo ha accompagnato sulla sua sediolina, se l'è messo in mezzo alle sue gambe tenendogli le mani e insieme hanno finito di seguire lo spettacolo. Dopo poco lo spettacolo è finito e li ho visti tornare mano nella mano. Pietro all'ultimo gradino è caduto (per fortuna non al primo!) e Matteo è corso dentro a chiamarmi: “mamma, Pietro è caduto!”. “è caduto per le scale?”, gli ho chiesto. “nooo, solo un gradino: io gli tenevo la mano!”
Mi si è veramente scaldato il cuore guardando i pochi minuti di tutta questa scena. Non solo per la tenerezza infinita, la dolcezza e la solidarietà che sanno esprimere due esseri così piccoli (3 anni e 10 mesi, Matteo....sono nati quasi lo stesso giorno!), ma anche per il significato che ha direttamente per me. Mi sono impegnata molto affinché l'iniziale, normale e terribile gelosia del primo non pregiudicasse il loro rapporto. Volevo che si conoscessero nel modo più diretto possibile, senza di noi come costante filtro. Che si “scornassero” pure, ma che vedendosela tra loro fossero costretti a trovare un modo. Ho osservato, riflettuto, penso di poter dire “lavorato” molto, su di me in primis, nel corso di quei mesi lunghi e pesantissimi in cui Matteo era in crisi. Oramai è passato diverso tempo, direi che è già da prima dell'estate che noto un grosso cambiamento nei nostri e nei loro equilibri. Matteo mi sembra essere tornato alla sua serenità, con noi e con Pietro; penso che sia riuscito a farsi una ragione positiva dell'arrivo del fratello, che ne sia contento in qualche modo. Ultimamente ho potuto osservare molte situazioni che mi hanno comprovato l'assenza di un conflitto profondo (qualche conflittuccio si, ma sono bambini, che giocano e litigano), cosa che in realtà noto in molte coppie di fratelli e che mi terrorizzava. Ma questa è stata la più forte. Forse perchè erano da soli e quindi non condizionati dalla mia presenza, soli nel loro tenersi per mano, nel loro percorso per tornare indietro: solo loro a doversi relazionare fra di loro, con il loro modo. E hanno scelto questo. Bello, no?